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Fassino difende d’Alema: “Sul Paese venti torbidi”

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Il Paese è investito da venti torbidi. Così il segretario dei Ds Piero Fassino, secondo cui "le illazioni incredibili che sono state pubblicate da un quotidiano come La Stampa contro Massimo D'Alema sono la dimostrazione dei veleni con cui si vuole intossicare la vita politica del Paese".
"Non sono mai esistiti né esistono conti esteri - ha detto Fassino in una intervista a L'Unità - né di D'Alema, né di Fassino né di nessun altro dirigente nazionale dei Ds. Né tantomeno esistono conti esteri del partito. E bastava poco per capire che quella presunta notizia era una montatura colossale. Eppure un quotidiano autorevole come La Stampa non si è sottratto alla tentazione di pubblicare una notizia evidentemente falsa, ma le cui conseguenze di intorbidamento e di intossicazione della vita politica del Paese sono evidenti".

In merito alla vicenda Unipol-Bnl, Fassino sottolinea che "si continua a usare la vicenda per aggredire e denigrare sia il movimento cooperativo sia chi come i Ds ha sostenuto in buona fede e senza nessun interesse o convenienza personale l'opportunita' di una scelta industriale e finanziaria".

Per Fassino la vicenda Visco-Gdf "ci ha messo di fronte a un clima analogo'' e il segretario della Quercia afferma di non sapere se dietro tutti questi veleni ci sia una precisa regia. ''Quello che so è che veniamo da anni nei quali questo metodo è stato abbondantemente utilizzato dalla destra. Pensiamo ai veleni che sono stati sparsi con le commissioni di inchiesta su Telekom Serbia e Mitrokhin, usate come vere e proprie clave per colpire gli avversari politici. Pensiamo a come le intercettazioni Telecom hanno fatto emergere un verminaio di faccendieri, di uomini di dubbia fama e provenienza, di agenti infedeli allo Stato che hanno agito con evidenti fini di provocazione e destabilizzazione".

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