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Federalismo. Bagnasco: “Se disgrega o allontana è un disvalore”

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Il federalismo può essere "una ricchezza" solo se "costruisce l'unità". Se invece "disgrega" o "allontana" allora è sicuramente "un disvalore". È quando dice, in un'intervista all'Osservatore Romano, il cardinale presidente della Cei Angelo Bagnasco, rispondendo a una domanda sul progetto politico federalista che era stato propugnato nell'800 dal beato Antonio Rosmini. "La molteplicità, in tutti i campi, è una ricchezza se costruisce l'unità - dice Bagnasco -; se invece disgrega e allontana, allora non diventa più un valore ma un disvalore".

"Si vorrebbe, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti - aggiunge il presidente dei vescovi italiani -, che le specificità delle persone, come delle culture e delle regioni, diventino una ricchezza per il bene dell'insieme, un bene che deve essere reale per tutti". L'intervista è stata concessa dal card. Bagnasco in occasione delle celebrazioni a Stresa per il 155/o anniversario della morte di Rosmini.

In questo tempo i media trasmetto modelli culturali dominanti che possono impoverire la fede. È quanto rileva ancora il cardinale. Anche i cattolici, osserva Bagnasco, sono chiamati a fare i conti con la crisi dei valori, "ce lo ricorda anche il Papa, il quale ci richiama a una maggiore attenzione, perchè certe forme culturali dominanti che si respirano attraverso i mezzi di comunicazione, attraverso modelli di comportamento, toccano e possono toccare tutti: credenti e non credenti, cattolici e non cattolici; nessuno è esente da questo clima di possibile contaminazione che potrebbe impoverire strada facendo la fede, ma soprattutto il comportamento degli stessi cristiani".

"Perchè - conclude Bagnasco - non dobbiamo essere del mondo, dice Gesù, ma siamo nel mondo, essere nel mondo vuol dire essere esposti a tutte le pressioni o tensioni e sollecitazioni che conosciamo". Quindi osserva l'arcivescovo di Genova "l'arma per far crescere se stessi e non lasciarsi omologare dalla mentalità dominante resta ancora oggi la preghiera".

"Non posso che plaudire alle parole del Cardinale Angelo Bagnasco. Non a caso egli fa riferimento a Rosmini per parlare di federalismo. Non a caso, perchè il federalismo di matrice cattolica è stato la vera scommessa perduta di questo Paese, che soltanto settant'anni dopo l'unità d'Italia riusciva a convincere anche i cattolici che quel tipo di unità era utile per tutti. Cosa che, naturalmente, si dimostrò non del tutto vera". Ha commentato così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia le affermazioni del cardinale Bagnasco in merito al federalismo. "Riproporre oggi le specificità delle singole culture significa dar luogo al rispetto reale delle persone e dei territori", ha continuato Zaia. "Cosa può esserci di egoistico in un progetto, quello del federalismo, rispettoso com'è del sud e del nord del nostro Paese? Oggi di non rispettoso ed egoistico c'è il fatto incontestabile che tre, quattro regioni pagano il conto per tutte le altre. Una situazione ormai insostenibile per l'ingiustizia che produce".

"Sul federalismo il Cardinal Bagnasco può stare tranquillo: la riforma che noi proponiamo e che stiamo realizzando è quella di un federalismo che storicamente ha unito quello che era diviso o ha impedito, attraverso la valorizzazione delle diversità, della responsabilità e della trasparenza, ineludibili processi di disgregazione". Lo dichiara il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. "A suo tempo con il ministro Umberto Bossi - aggiunge - abbiamo portato e illustrato allo stesso Cardinal Bagnasco la legge delega sul federalismo fiscale, mentre alla ripresa dei lavori chiederemo un nuovo incontro con lo stesso Presidente della Cei per presentare i decreti delegati di attuazione della legge delega, che rappresentano la vera ricchezza richiamata dal Cardinale e la soluzione sia della questione settentrionale che di quella meridionale. La mancata attuazione del federalismo, invece, porterebbe alla disgregazione e quindi a quel disvalore sempre da lui richiamato" conclude Calderoli.

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