Fermate Solana: l’Europa non c’è più

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Fermate Solana: l’Europa non c’è più

13 Giugno 2008

L’Alto Rappresentate per la Politica Estera e la Sicurezza dell’Unione europea, Javier Solana (strano come le cariche più sono altisonanti più sono vuote di senso) arriva oggi a Teheran per presentare le nuove proposte e incentivi europei al regime di Ahmadinejad nella trattativa sul nucleare.

Il problema di Solana è che nelle stesse ore in cui lui volava verso Teheran, l’Europa di cui lui è l’Alto Rappresentate ha chiuso bottega. Lo hanno decretato – giusto o sbagliato che sia – i cittadini irlandesi chiamati a ratificare, tramite referendum, il trattato sulla Costituzione europea.

Non solo dunque non c’è più una politica estera e di sicurezza europee – e forse non c’è mai stata – ma da oggi non c’è più formalmente neppure l’Unione Europea. Con il voto irlandese tramonta l’idea di Europa a 27 nata Nizza nel 2000 e già bocciata nel 2005 da Francia e Olanda.

Solana è quindi solo nella tana del lupo, pieno di doni da portare a un regime che non vuole sapere si trattare sui suoi programmi nucleari e rifiuta qualsiasi tipo di offerta e di incentivo.

Si era addirittura sparsa la voce che Solana, nel suo slancio verso il dialogo, avesse addirittura previsto di prendere solennemente la parola nel Parlamento di Teheran. Non sappiamo se sia vero, ma certo se una simile idea era inopportuna ieri, oggi è velleitaria se non risibile.

Non c’è un’Europa da rappresentare, le sue regole sono saltate, la sua guida messa in discussione, il suo futuro incerto. Solana non ha colpe, se non forse quella di una certa "grandeur" ispanica che lo accompagna. Ma forse farebbe bene a tornare indietro; a togliere ad Ahmadinejad il gusto di poter alzare le spalle alle sue profferte senza pagare pegno a nessuno.

Ci sono i nomi e i cognomi di coloro che sono responsabili di questa crisi senza precedenti e sono in primo luogo Jacques Chirac, Gerard Schroeder, Giuliano Amato e Romano Prodi, allora presidente della Commissione. Furono questi paesi e questi leader ad avventurarsi nell’allargamento dell’Europa da 15 a 27 senza un’idea di fondo, senza tenere in conto l’identità del vecchio continente, senza comunicare ai cittadini la posta in gioco.

Oggi si paga il conto di quell’improvvisazione ideologica e retorica. Solana dovrebbe dirottare il suo aereo e fare una visita a coloro che lo hanno messo nella penosa condizione di essere l’Alto rappresentante di un fallimento.