FIAT 500: La più amata dagli americani
18 Novembre 2007
di Redazione
La nuova Fiat 500 sta per aggiudicarsi l’ambito premio “Car of The Year” ma noi italiani potremmo essere accusati di partigianeria se tessessimo le lodi di questa microcar, un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono, solo che la “piccola peste” sta mietendo consensi ovunque, vediamo che ne pensano gli americani e gli inglesi.
“L’Europa ha selezionato la 500 come nuova auto dell’anno…un’auto che è difficile non amare…anche se il premio sarà consegnato solo il prossimo lunedì, siamo contenti di avere una scusa per mostrare ancora queste foto”. Questo è solo uno dei commenti meno entusiastici che si possono trovare sul sito americano dedicato al mondo delle auto “Jalopnik.com”, che saluta la nuova Fiat con evidente soddisfazione.
“Questa piccola peste risponde appieno alle mie esigenze di trasferimenti cittadini”, commenta un utente che si chiede anche se per caso la casa torinese non voglia assaggiare un boccone del “mirco-hype” che la BMW con la Mini ha sfornato da una famosa pasticceria inglese. Un altro utente è più telegrafico ma fa un complimento che dalle parti del Lingotto vorrebbero sempre sentirsi dire: “La nuova Fiat 500 è molto più bella della Mini”.
“Sembra una femminuccia punta da una vespa ma la adoro. Non vedo l’ora dell’arrivo della versione Abarth. Sembrerà strano ma la Fiat è la fabbrica europea ad aver vinto più volte l’Auto dell’Anno”, commenta un altro internauta. Ma forse il giudizio più entusiastico ed esplicativo è il seguente: “È una piccola super car…l’ho guidata; 1.4, cento cavalli, sei marce, proprio una fissa!”.
La 500 sta facendo incetta di premi della giuria e award organizzati da varie riviste in giro per il mondo ma quello che più conta è che il tam-tam è ancora più incalzante a livello popolare, ormai tutti, dagli americani agli inglesi, agli australiani ai giapponesi passando per gli altri europei, sono venuti a conoscenza della “piccola peste”, e questo è l’obbiettivo che la Fiat voleva centrare. Il prossimo passo sarà esportare il gioiello in America.
