Fiat. A Mirafiori passa il piano Marchionne, i sì al 54,05%

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Fiat. A Mirafiori passa il piano Marchionne, i sì al 54,05%

Fiat. A Mirafiori passa il piano Marchionne, i sì al 54,05%

15 Gennaio 2011

La lunga notte di Mirafiori si è conclusa una manciata di minuti dopo le sette di questa mattina, dopo uno scrutino durato quasi 10 ore. I lavoratori delle Carrozzerie hanno detto di sì all’accordo siglato lo scorso 23 dicembre da azienda, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri con 2735 voti favorevoli, pari ad una percentuale del 54,05%. Il no ha invece ottenuto 2325 voti, il 45,95%.

Le schede nulle e bianche sono state 59. Scongiurato, dunque, il rischio che il Lingotto passi al ‘piano B’, "con il 51% dei consensi resteremo", ha infatti ribadito più volte in questi giorni l’ad Sergio Marchionne. Determinante per ribaltare l’esito che per metà dello spoglio ha visto il no in vantaggio, i consensi all’intesa ottenuti nei seggi degli impiegati e del terzo turno, dove i voti a favore sono stati rispettivamente 421 e i no 20, e 262 contro 111.

L’accordo invece è stato bocciato nei seggi 6,7, 8 e 9 dove hanno votato gli addetti al montaggio, e dove la Fiom è tradizionalemente forte: i voti contrari sono stati complessivamente 1576 ( il 53,2 %) contro i 1386 voti favorevoli ( il 46,8%). Via libera al piano di rilancio di Marchionne che prevede un miliardo di investimenti e nuove regole su orari, flessibilità e rappresentanza, anche dalla verniciatura dove nei due seggi interessati i sì sono stati rispettivamente 140 e 113, i no 93 e 102.

Nel reparto lastratura, dove si è fatta sentire la componente Cobas, invece, in un seggio ha vinto il sì con 212 voti e a favore e 205 voti contrari, nell’altro i no sono stati 218, i sì 202. Senza gli impiegati dove il sì è prevalso per 401 voti, tra gli operai il giudizio favorevole all’intesa ha superato il no di 9 schede.

A ritardare le operazioni di spoglio, cominciate poco dopo le 21, il giallo che ha interessato il secondo seggio scrutinato, il numero otto dove avevano votato 768 addetti al montaggio. Dai primi conteggi sembravano mancare all’appello una cinquantina di schede, l’esito pertanto è stato congelato per un paio d’ore, fino a quando la commissione elettorale non ha verificato una ad una le firme e i voti validi, considerando poi il voto regolare.

Quando mancava un seggio alla fine dello scrutinio, poi, l’esultanza di un esponente del fronte del si per il quorum raggiunto, ha scatenato un parapiglia tra i componenti della commissione elettorale e un rappresentante della Fiom si è sentito male. Le operazioni di spoglio sono state quindi sospese fino a quando non è arrivata l’ambulanza per i soccorsi. Il referendum ha fatto registrare un’affluenza record: nei tre turni (il terzo ha votato nella notte di giovedì, il primo e il secondo nella giornata di venerdi) alle urne si sono recati complessivamente oltre 5119 lavoratori su 5431 aventi diritto, pari al 94,2%.

Intanto, secondo alcune fonti sindacali, mentre era in corso lo scrutinio, davanti ai cancelli della porta due alcune bandiere delle sigle firmatarie dell’intesa sarebbero state date alle fiamme da persone non identificate.