Fiat. Cofferati: “Stravolto tutto il sistema delle relazioni sindacali”

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Fiat. Cofferati: “Stravolto tutto il sistema delle relazioni sindacali”

24 Dicembre 2010

"Chi pensava che il caso di Pomigliano fosse un’eccezione e che le violazioni dei diritti che quell’accordo produceva fossero dettate dalla necessità, oggi è servito. Diventa chiaro il tentativo di stravolgere tutto il sistema contrattuale e delle relazioni sindacali". Ad affermarlo, in un’intervista a "La Repubblica", è l’ex leader della Cgil ed esponente del Pd, Sergio Cofferati, commentando l’accordo per il rilancio di Mirafiori tra Fiat e Fim, Uilm, Ugl e Fismic cui manca la firma della Fiom.

La Fiat, con la sua fabbrica simbolo, sottolinea Cofferati, "si pone come punto di riferimento negativo, con un accordo autolesionista per chi l’ha firmato". Per Cofferati "altro che innovazione" quell’accordo. "Qui – sottolinea – si torna indietro di decenni, siamo di fronte a una regressione bella e buona. Si cancella un accordo che ha fatto storia come quello del ’93".

Gli investimenti, rileva ancora l’ex leader della Cgil, "sono sempre apprezzabili ma qui avvengono a discapito dei diritti dei lavoratori. Ci sono due passi indietro, nella direzione sbagliata, un secco peggioramento rispetto a Pomigliano". Prima di tutto, spiega, "perché a Mirafiori non si applicherà mai più il contratto nazionale e questa è la fine del contratto. In secondo luogo per la negazione di qualsiasi diritto sindacale a chi non firma il contratto. Con un colpo solo – conclude – si cancella il contratto e si negano diritti fondamentali sanciti dalle leggi che il contratto richiama".

Per il premier Silvio Berlusconi, invece, "l’intesa raggiunta dalla Fiat è qualcosa che conforta, è assolutamente innovativa. Mi sembra un investimento utile e importante per il Paese perché rimette in produzione uno stabilimento simbolo della Fiat. Quindo lo giudico un accordo storico e positivo". Il presidente del Consiglio lo ha detto intervenendo alla "Telefonata" su Canale 5 in riferimento all’accordo tra sindacati e azienda per garantire la continuità della produzione nello stabilimento di Mirafiori.

"Il problema della delocalizzazione – ha aggiunto Berlusconi – riguarda tutta l’Europa. In Cina, India o nella Federazione russa la manodopera costa molto meno, da noi oltre 30 dollari l’ora. Là, invece, meno di un dollaro e i lavoratori fanno anche dodici ore e se c’è bisogno vanno in fabbrica anche il sabato e la domenica. Quindi è forte l’indeteresse delle aziende a spostare le produzioni".