Filippine. Liberato ostaggio svizzero, ma Vagni resta nelle mani dei ribelli

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Filippine. Liberato ostaggio svizzero, ma Vagni resta nelle mani dei ribelli

18 Aprile 2009

"Sono molto felice di essere qui con voi. Sono ancora un po’ confuso per quanto accaduto, ma adesso sono preoccupato per il mio compagno Eugenio Vagni". Sono le prime dichiarazioni di Andreas Notter, lo svizzero rapito nelle Filippine insieme all’italiano Vagni e liberato oggi, in una conferenza stampa nella sede del governatore provinciale dell’isola di Jolo.

L’operatore svizzero della Croce rossa Internazionale (CICR) Notter, rapito tre mesi fa nell’isola di Jolo (nel sud delle Filippine) da ribelli islamici insieme ad altri due volontari, è stato liberato durante la scorsa notte.

Secondo quanto è stato reso noto Notter, 38 anni, si trova in buone condizioni. Il portavoce dei militari, Edgar Arevalo, ha spiegato che Notter è stato trovato dalle truppe nell’entroterra dell’isola di Jolo. Il capo della polizia locale, Jesus Verzosa, ha detto che il volontario è stato abbandonato dai guerriglieri mentre cercavano di infrangere un cordone di sicurezza intorno alla roccaforte dell’isola. Dimagrito e molto provato, Notter è stato subito visitato dai medici e le sue condizioni sono buone.

Nelle mani dei ribelli islamici di Abu Sayyaf rimane però l’italiano Eugenio Vagni, 62 anni, originario di Montevarchi (Arezzo), rapito insieme ad altri due operatori della Cicr il 15 gennaio scorso.

Dopo la liberazione di Notter e quella della volontaria filippina Mary Jean Lacaba qualche settimana fa, adesso le preoccupazioni sono rivolte alla sorte dell’aretino Eugenio Vagni, 62 anni, l’ultimo ostaggio che rimane ancora nelle mani dei ribelli. Secondo quanto è stato riferito dalle autorità locali tre giorni fa, avrebbe bisogno di essere operato immediatamente per un’ernia di cui soffre da tempo.