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Filippine. Morta Cory Aquino, proclamati 10 giorni di lutto nazionale

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Dieci giorni di lutto nazionale. Li ha dichiarati la presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo, da Washington dove si trova in visita di Stato, per la morte di Corazon 'Cory' Aquino, prima presidente donna del paese e icona della democrazia, spirata in ospedale per un cancro al colon che l'aveva colpita oltre un anno fa.

"Le Filippine perdono un tesoro nazionale - ha detto la Arroyo - Cory Aquino contribuì a guidare la rivoluzione che ha restaurato la democrazia e lo stato di diritto nel nostro Paese in quegli anni di grave pericolo. Annuncio - ha aggiunto la presidente - che osserveremo un periodo di 10 giorni di lutto nazionale". Ad annunciare la morte della ex presidente di 76 anni nel Makati Medical Center di Manila è stato suo figlio, il senatore Benigno "Noynoy" Aquino III. "Nostra madre è spirata in pace per arresto cardiocircolatorio - ha detto -. Avrebbe voluto ringraziare ognuno di voi per tutte le preghiere e il continuo sostegno e amore ricevuti".

Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha inciato un messaggio di condoglianze in cui ricorda che "Cory Aquino aiutò a riportare la democrazia nelle Filippine dopo molti anni di governo autoritario, con una fede nel suo paese e nel suo popolo che non ha mai tentennato". "Cory Aquino era amata dal suo paese e ammirata nel mondo per il suo straordinario coraggio dopo l'assassinio di suo marito, e poi durante il suo mandato presidenziale", si legge nella nota della Casa Bianca.

Nata nella provincia di Tarlac nel 1933, Corazon Sumulong Cojuangco era la sesta di 8 figli. La sua famiglia, con ascendenti cinesi, era molto facoltosa, possedeva in particolare una piantagione di canna da zucchero e una banca. La Aquino ha frequentato le migliori scuole negli Stati Uniti e in Francia.

Tornata nelle Filippine, si iscrisse all'università ma interruppe gli studi quando decise di sposarsi. Il marito era Benigno Aquino, dal quale ebbe 5 figli e che divenne il leader dell'opposizione alla dittatura. Nel 1983 Benigno venne ucciso da sicari del regime. Corazon, nota tra le gente col nome di Cory, ne raccolse l'eredità con coraggio. Quando nel 1986 Marcos si vide costretto a indire elezioni e a consentire che la Aquino vi partecipasse, il regime, che aveva perso anche l'appoggio degli Stati Uniti, era agonizzante.

Marcos tentò di manipolare i risultati del voto ma non riuscì a mantenere l'appoggio dei militari che gli voltarono le spalle e accettarono che alla guida del paese andasse il "potere popolare" di cui la Aquino era la rappresentante. Cory divenne presidente della repubblica, carica che mantenne fino al 1992. Successivamente si fece notare durante la crisi del 1997, quando organizzò grandi manifestazioni di piazza contro il presidente Fidel Ramos, accusato di volere instaurare una nuova dittatura. Ha contestato duramente anche il successore di Ramos, Joseph Estrada, accusato di corruzione. E le stesse critiche Cory ha rivolto anche nel 2005 alla successiva presidente, Gloria Arroyo.

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