Fini e il naufragio istituzionale

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Fini e il naufragio istituzionale

08 Luglio 2008

Non potevo crederci, ma ho dovuto arrendermi all’evidenza iconografica: il presidente della Camera e novella consorte hanno dato l’arrembaggio al superyacht di Marco Tronchetti Provera e Afef in… gommone!

Una mia amica ne celiava al telefono ma ero tremendamente distratta dalla lettura di Shouts & Murmurs sul New Yorker e ho lasciato cadere la conversazione. Poi una seconda chiamata mi ha risvegliato dal torpore letterario invitandomi a visitare il sito del Corriere della Sera e davanti a me si è presentata l’immagine plastica dell’arpionamento: grazie alla propulsione di un motore Mercury (a volte le cose hanno nomi che sono l’estetica del racconto) la coppia procedeva sicura sulle onde, accostando il plasticone gonfiabile, fino a guadagnare la scaletta dell’elegante vascello. La mia amica raccontava accigliata dell’abitudine del presidente della Camera a farsi ospitare sugli yacht degli altri.

Ora qui ora là, il mar più dolce si fa. Ciò non mi provoca alcun sussulto, ho saputo che anche l’ex ministro Clemente Mastella si faceva trasbordare sul Mediterraneo sul ponte del bastimento di Diego Della Valle e dunque calpestare il teak altrui per i politici in Italia is usual. Oh, vero, pure Nicolas Sarkozy è recidivo, ma lui fa sempre le cose con un pizzico di grandeur e parigina sfacciataggine: in crociera è andato con Carla Bruni (declinata alla perfezione in Dior o in Chanel) e poi il natante era il Paloma di Vincent Bollore, 60 metri candidi che solcano il mare. Potenza e eleganza.

Più giocoso e snob sarebbe stato andar da Tronchetti e Afef con un pedalò o un gozzo a vela latina che ci avrebbe ricordato certe mitiche immagini di Jfk. Invece no, siamo passati dall’albero in titanio dell’Icarus di Massimo D’Alema al borbottio dell’elica maschia e al grigiore del gommone che ora m’appaiono in una nuova luce: sono il segno dei tempi, il naufragio del bon ton istituzionale.

Clara Belloni Getz