Finlandia. Sparatoria liceo: premier chiede leggi più dure su armi
24 Settembre 2008
di Redazione
Il primo ministro finlandese ha invocato un inasprimento delle leggi che disciplinano l’uso delle armi, dopo la sparatoria di ieri in una scuola costata la vita a undici persone.
Matti Vanhanen, scrive il sito internet della Bbc, ha espresso la convinzione che le armi non debbano più essere utilizzate al di fuori dei tiri a segno. Ieri, in un liceo di Kauhajoki, 330 chilometri circa a nord della capitale Helsinki, lo studente Matti Juhani Saari ha aperto il fuoco contro i suoi compagni di studi prima di puntare l’arma su se stesso. A quanto è emerso, il ragazzo era stato interrogato dalla polizia dopo aver "postato" alcuni video su YouTube con il nickname ‘Wumpscut 86’ – filmati in cui sparava a dei bersagli con una Walther P22 – ma non era stato arrestato.
"Dobbiamo rafforzare la legge in modo significativo", ha dichiarato il primo ministro alla televisione finlandese, "In termini di armi che possono essere facilmente portate in giro, dobbiamo valutare se possano essere disponibili per la gente comune. La mia opinione è che appartengano ai poligoni di tiro".
La sparatoria di ieri ha ricordato quella di novembre nella città di Tuusula, sempre in Finlandia, in cui morirono otto persone e l’uomo armato che aprì il fuoco. Entrambi gli autori dei folli gesti detenevano regolarmente la propria arma. Anche se Helsinki fece sapere che avrebbe preso in esame nuove leggi in materia dopo la strage, non ci sono state modifiche e nel Paese i quindicenni possono ancora possedere armi. La Finlandia ha una tradizione di caccia e di porti d’armi: sono circa 1,6 i milioni di pistole in mano ai privati cittadini, soltanto negli Stati Uniti e nello Yemen ce ne sono di più.
fonte: APCOM
