Finmeccanica. Guargaglini: “Il 2% libico non avrà conseguenze su di noi”

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Finmeccanica. Guargaglini: “Il 2% libico non avrà conseguenze su di noi”

01 Marzo 2011

Pier Francesco Guarguaglini, l’ad e presidente di Finmeccanica, il gruppo industriale del comparto difesa italiano, è entrato in medias res sul caso Libia con un’intervista rilasciata al Mattino di Napoli.

Il capo di Finmeccanica sembra non avere dubbi quanto all’impossibilità che gli scontri in Libia si riverberino sulla compagnia italiana: "Il 2% è stato acquistato in Borsa. Oltre il 30% di Finmeccanica è del governo italiano. L’altro 70% è flottante. Il 2% dei libici, quindi, è una piccola quota, – ha aggiunto l’ad –  dietro la quale non c’è nessun accordo. Non ci saranno conseguenze".

Quanto al rischio di perdita di commesse industriali per il suo gruppo, Pier Francesco Guargaglini ha rassicurato: "si tratta di circa 800 milioni di euro", di cui la maggior parte sarebbe "essenzialmente il segnalamento ferroviario. Poi c’è un ordine per il controllo delle frontiere Sud della Libia. E infine c’è un ordine per degli elicotteri. In questo caso abbiamo una fabbrica costruita insieme ai libici. Nessuna di queste forniture è militare". 

"L’investimento che abbiamo fatto in Libia per la fabbrica ammonta a circa 4 milioni di euro", ha continuato l’ad, "in parte li abbiamo già recuperati vendendo elicotteri. Loro dovranno comunque fare le infrastrutture. Per cui andranno avanti". E sulle forniture di gaz l’ad afferma che: "E’ normale che la Libia per un pò non ci fornirà contratti ma per noi rappresenta una piccola quota della produzione totale. Spero in un blocco temporaneo".