Fisco. Berlusconi: “La riforma sarà fatta in tre fasi e ci sarà legge delega”

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Fisco. Berlusconi: “La riforma sarà fatta in tre fasi e ci sarà legge delega”

20 Ottobre 2010

È partito il tavolo di confronto sulla riforma fiscale tra il governo e le parti sociali. Presenti, al ministero dell’Economia, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti che presiede l’incontro assieme ai Ministre del Lavoro, Maurizio Sacconi, della Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. Al tavolo anche i presidenti dell’Inps, Antonio Mastropasqua, e dell’Istat, Enrico Giovannini; il Ragioniere Generale dello Stato, Mario Canzio; i Direttori dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, e del Dipartimento delle Finanze, Fabrizia La pecorella. A guidare la delegazione di Confindustria, il leader Emma Marcegaglia; per i sindacati i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella.

Parlando con i cronisti, il premier ha affermato che "siamo qui per presentare un progetto di grande riforma del fisco. Questa riforma dovrà passare attraverso tre fasi: raccolta dati e analisi; formulazione in Parlamento di una legge delega e, infine, la creazione di una serie organica e progressiva di decreti delegati sulla base di questa legge". Il Cavaliere ha spiegato che esistono 240 forme di cosiddetta erosione della base imponibile, la regola diventa l’eccezione. "Sono 140 miliardi di gettito che non entra nelle casse dell’erario", ha detto  Berlusconi evidenziando che "un sistema disboscato permetterà di ampliare l’imponibile e può permettere di abbattere le aliquote". "Avremo un nuovo ed unico codice fiscale, sintesi dei principi generali della nostra fiscalità. Questa – ha aggiunto il premier – è una necessità avvertita da tutti gli operatori".

"Lavoreremo sulla riforma con tutte le forze politiche sociali ed economiche, con tutte le forze di buon senso e di buona volontà". Sarà questa per il premier la modalità che il governo si appresta a varare per mettere a punto la riforma fiscale. Una riforma che è, allo stesso tempo, "una grande ambizione e una grande resposabilità", ricordando come l’attuale sistema fiscale abbia ormai 40 anni, non è mai stato modificato, ed è stato oggetto di "continui rattoppi".

Il Presidente del Consiglio ha quindi tenuto a sottolineare che l’Italia "è il primo Paese europeo che inizia a progettare la riforma del suo sistema fiscale". "La riforma fiscale farà parte del piano di riforme – ha concluso – e la faremo con tutte le forze di buona volontà. È una grande ambizione e una grande responsabilità".

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è però intervenuto per assicurare che la priorità "è battere l’evasione fiscale e dobbiamo anche spiegare con quali mezzi va abbattuta. Solo dopo useremo quei fondi per la riforma fiscale". "È nostro uso essere chiari: sappiamo che in Italia c’è un altissimo tasso di evasione ma non possiamo immaginare una riforma coperta sull’ipotesi che ci sarà il recupero dell’evasione". Quindi, ha proseguito il ministro, "dobbiamo recuperare e una volta recuperato possiamo utilizzare i fondi per la riforma. Per questo, non possiamo immaginare una riforma coperta dal recupero dell’evasione fiscale. Non possiamo mettere il carro davanti ai buoi, screditerebbe il nostro Paese se fosse applicata questa metodologia".

Il responsabile di Via XX Settembre ha poi anticipato che il Governo non è favorevole alla tassazione delle rendite finanziare e che la priorità è sulla famiglia. "Abbiamo qualche refrattarietà a questa formula strutturale. Tassare i Bot, con la connessa partita di giro, non è la cosa più razionale", ha detto in riferimento alla tassazione delle rendite dinanziarie mentre sulla famiglia ha affermato che "deve essere responsabile di allocare le risorse".