Fisco, sindacati a Tremonti: controlli a rischio

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Fisco, sindacati a Tremonti: controlli a rischio

28 Maggio 2008

Controlli fiscali e attività dell’amministrazione a rischio: le categorie sindacali delle Agenzia fiscali di Cgil, Cisl e Uil hanno scritto oggi al ministro dell’Economia Giulio Tremonti per chiedere notizie in merito alle voci secondo le quali sarebbe stato deciso un blocco delle risorse del cosiddetto ‘comma 165’, che disciplina la produttività per i lavoratori del ministero dell’Economia e dell’amministrazione finanziaria nel suo complesso.

I sindacati, nella lettera inviata al ministro, fanno notare che le risorse in questione «sono relative a prestazioni già rese nel 2006 e sono comunque indispensabili per dare continuità ai livelli di efficacia ed efficienza già raggiunti dalla macchina fiscale nel suo complesso. Ulteriori ritardi nell’erogazione di tali somme potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi delle Agenzie Fiscali per l’anno in corso».

Per quanto riguarda per esempio l’Agenzia delle Entrate, nel 2008 sarebbero in programma quasi 400.000 accertamenti fiscali. Cgil Cisl Uil avvertono che, «in assenza di riscontro, proclameranno lo stato di agitazione del personale interessato non escludendo il ricorso a forme di protesta ulteriori e più incisive».

Una lettera al ministro Tremonti, sempre sulla questione del ‘comma 165’ ovvero delle risorse per la produttività dei lavoratori delle Agenzie fiscali, è stata inviata anche dal sindacato autonomo Salfi. Il segretario generale Sebastiano Callipo evidenzia che «si tratta di salario accessorio connesso alla lotta all’evasione svolta nel 2006», «condotta efficacemente e quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori delle Agenzie Fiscali».

L’incertezza dell’erogazione di questa quota di salario accessorio «demotiva e defidelizza» i lavoratori. Il decreto che assegna le risorse per premiare la produttività dei dipendenti dell’amministrazione finanziaria era già stato firmato dall’ex ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa il 21 aprile.

Per il Salfi potrebbe essere stato deciso di riformulare il decreto per accogliere i rilievi avanzati dalla Corte dei Conti e a causa della protesta della GdF, «finalizzata a partecipare alla distribuzione delle risorse di cui sopra».