Foggia. Ritrovati carbonizzati due fratelli imprenditori, modalità mafiose

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Foggia. Ritrovati carbonizzati due fratelli imprenditori, modalità mafiose

28 Novembre 2010

Le "modalità chiaramente mafiose" con cui è stato compiuto l’omicidio dei fratelli Giovanni e Martino Piscopo indurranno la Dda di Bari a coordinare le indagini sul duplice delitto, in collaborazione con le procure di Foggia (finora titolare dell’inchiesta sulla scomparsa) e di Lucera. È quanto trapela da fonti inquirenti.

I magistrati della Dda di Bari, guidati dal procuratore Antonio Laudati, stanno già seguendo il caso e – a quanto si apprende – nelle prossime ore predisporranno atti d’indagine per risalire al movente e agli autori del delitto.

Il furgone sul quale viaggiavano i fratelli il giorno della scomparsa, il 18 novembre scorso, è stato quasi certamente speronato dall’automobile dei killer. I due imprenditori sono stati quindi sequestrati e costretti a salire sull’auto dei sicari, portati in un luogo isolato, uccisi con colpi di pistola e bruciati all’interno dell’Alfa Romeo 156, crivellata di colpi, in cui sono stati trovati carbonizzati stamattina. Sarebbe questa – secondo fonti investigative – la sequenza del duplice omicidio scoperto oggi nel Gargano su cui indagherà ora la Dda di Bari.

Dei fratelli Giovanni e Martino Piscopo si erano perse le tracce dieci giorni fa, la mattina del 18 novembre scorso. I due, a bordo di un loro furgone, erano partiti attorno alle 8.20 dal Centro vacanze Sfinalicchio di Vieste, in cui vivevano, per andare in campagna a raccogliere le olive su un terreno di loro proprietà, in località Monticello. Il furgone con a bordo i due fratelli-imprenditori era preceduto dal trattore condotto da un loro fratello, Giuseppe. A quasi tre chilometri di distanza il furgone, che percorreva la litoranea Vieste-Peschici, superò il trattore di Giuseppe che, dopo poco, notò il mezzo vuoto sul quale viaggiavano i fratelli in località ‘Monticello’, a poche centinaia di metri dall’uliveto in cui erano diretti i tre. Giuseppe ha sempre detto ai carabinieri di non essersi mai preoccupato per l’assenza di Giovanni e Martino e di aver pensato che i due fratelli erano andati a far visita, come talvolta accadeva, a dei confinanti. Forse per questo l’uomo avrebbe dato l’allarme sulla scomparsa solo verso le 13:30, cinque ore dopo aver visto i fratelli per l’ultima volta.

Le indagini dei carabinieri hanno accertato che il furgone sul quale si trovavano i due fratelli è stato speronato per strada. Ciò è dimostrato dai segni di una frenata trovati sull’asfalto, dai frammenti della freccia anteriore sinistra repertati nello stesso punto della frenata, e da un’ammaccatura lieve riscontrata sul furgone proprio all’altezza della freccia anteriore sinistra. I due fratelli Piscopo appartengono ad una famiglia di dieci tra fratelli e sorelle (un undicesimo fratello è morto). Secondo quanto si mormora a Vieste, sono proprietari di terreni e di beni (tra cui un centro vacanze) il cui valore è di circa 15 milioni di euro.