Foibe. Alemanno: “Consapevolezza di questa orribile tragedia”

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Foibe. Alemanno: “Consapevolezza di questa orribile tragedia”

10 Febbraio 2010

Commemorazione delle vittime delle Foibe, questa mattina all’altare della Patria, in occasione della Giornata del ricordo. A deporre una corona di alloro in ricordo dei militari caduti, il sindaco, Gianni Alemanno, il presidente del consiglio comunale Marco Pomarici e il comandante del comando militare della capitale, generale Domenico Rossi.

“Fino a qualche anno fa – ha detto Alemanno – il dramma delle Foibe veniva ignorato, nonostante faccia parte del lato più drammatico della nostra storia nazionale. Attraverso il Giorno della memoria, all’opera degli esuli e ai viaggi della Memoria che noi organizziamo, vogliamo che ci sia consapevolezza di questa orribile tragedia accaduta e del dramma degli esuli. La vicenda delle Foibe –  ha concluso Alemanno – è stata a lungo dimenticata, perché nella cultura dominante questa tragedia doveva essere esclusa: non si poteva denunciare quanto fatto dal governo della Jugoslavia”.

Con “massacri delle foibe” si intende far riferimento  agli eccidi perpetrati ai danni di migliaia di cittadini italiani in Venezia Giulia e Dalmazia alla fine della Seconda guerra mondiale. Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. In queste voragini dell’Istria fra il 1943 e il 1947 furono gettati, vivi e morti, talvolta dopo torture, quasi diecimila italiani. La prima ondata di violenza esplose subito dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943. In Istria e in Dalmazia i partigiani slavi dell’ Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia, con l’appoggio dei partigiani italiani, si vendicarono contro fascisti e italiani non comunisti. Ma la violenza aumentò nella primavera del 1945, dopo l’occupazione di Trieste, Gorizia e l’Istria da parte della Jugoslavia: le truppe del Maresciallo Tito si scatenarono contro gli italiani facendo pulizia etnica e ideologica. Lo scopo fu quello di eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. Ad esser gettati nelle foibe ci furono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. La persecuzione proseguì fino alla primavera del 1947, fino a quando venne fissato il confine fra l’Italia e la Jugoslavia. Per quasi cinquant’anni il silenzio della storiografia e della classe politica ha avvolto la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane. 

Con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004 si è istituito nella giornata del 10 febbraio di ogni anno il "Giorno del ricordo" in memoria delle vittime delle foibe.

“Questa tragedia comune – ha dichiarato in un messaggio il presidente del Senato Renato Schifani – deve divenire elemento fondante di unità del popolo italiano e la giornata della memoria istituita per ricordare, deve essere momento di riflessione, di comune sentire, perché queste tragedie rimangano definitivamente consegnate al passato”.