Home News Foro Italico, il PdL punta a bloccare un nuovo “mostro” veltroniano

Foro Italico, il PdL punta a bloccare un nuovo “mostro” veltroniano

0
33

Dopo la teca progettata dall'architetto americano Richard Meyer, che ha "nascosto" le bellezze dell'Ara Pacis, un altro blocco di cemento rischia di imbruttire la città. La critica al maxi complesso del Foro Italico e la conseguente richiesta di blocco immediato dell'operazione arriva dai deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio (An-Pdl). 

La questione è semplice: nonostante le passate polemiche per il fatto che si andava ad oscurare uno dei simboli più rappresentativi di Roma e della romanità (stiamo parlando sempre dell'altare dedicato da Augusto nel IX a.c.  alla dea Pace), un altro progetto elaborato dalla vecchia giunta Veltroni rischia di venire alla luce oppure (è quanto si augurano i deputati del PdL) di essere "stoppato", anche in considerazione della sua irrealizabilità sotto il profilo dei costi e dei tempi di realizzazione.

Il progetto in questione è quello concernente la ristrutturazione del Foro Italico, il quale già  al momento della sua elaborazione aveva suscitato numerose perplessità e riserve a causa del suo notevolissimo impatto ambientale. Ecco allora che i due deputati Rampelli e Marsilio invitano il Comune di Roma, quindi il sindaco Gianni Alemanno, a respingere "questa ulteriore proposta di cementificazione dell'area che potrebbe rappresentare l'autentica breccia per un complessivo suo snaturamento".

Nello specifico, si chiede ai consiglieri comunali di Roma di opporsi alla realizzazione del progetto  e di iniziare invece lavori di risanamento di tutto il complesso ottenendo fondi in occasione del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Gli esponenti di An rilevano nell'odg come da molti anni si attendano interventi nell'area, di fatto mai iniziati. Un esempio? I marmi e i mosaici del Foro, "abbandonati al più completo degrado". Nell'ordine del giorno si fa presente inoltre come l'occasione dei Mondiali di nuoto del 2009 sembra "diventare un pretesto per commercializzare un'altra parte del Foro Italico", con un "progetto più invasivo" di quello già approvato. E si propone la realizzazione "di un nuovo spazio, anche polifunzionale", da realizzare con un piano di investimenti.

"L'abbiamo visto degradare anno per anno, e ora lo vogliono far diventare un contenitore per scopi commerciali. Noi, invece - spiega Rampelli - pensiamo che il Foro Italico debba rimanere uno spazio pubblico. Abbiamo denunciato lo stato di degrado attuale, ma riteniamo indispensabile dotare la Capitale d'Italia di un nuovo Centro tennis che non alteri il piano urbanistico come quello che si vorrebbe realizzare". La rivalutazione e il recupero del complesso monumentale diventano ancora più urgenti in vista dei campionati Mondiali di nuoto e tennis che verranno celebrati nel 2009 proprio a Roma. Pur essendo stati annunciati da molti anni interventi di risanamento dell'area, essi, di fatto, non sono mai iniziati. "Proponiamo, perciò - continua Rampelli - che la struttura sportiva, a causa del suo notevole impatto ambientale, sia meglio ubicata nella zona di Tor di Quinto."

Sempre Rampelli ha parlato della "restituzione della casa della scherma, liberata dalla caserma dei carabinieri alla federazione schermistica, spostando i carabinieri nelle vicinanze e di dar vita all'opera di risanamento e di restauro dei mosaici del Foro Italico". 

J.B.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here