Franceschini: “I sondaggi sono un gioco, il 25 ottobre sceglieranno gli elettori”
09 Settembre 2009
di Redazione
Se Pierluigi Bersani diventerà segretario del Pd, c’è il rischio di una scissione? "No, questi scenari vengono dipinti da chi ha interesse a indebolire il Pd. Fa parte del gioco". Lo dice Dario Franceschini, intervistato a ‘Mattino Cinque’. Il segretario del Pd ricorda che "è la prima volta che si fa una primaria di cui non si conosce l’esito". Le precedenti prove, con Romano Prodi e Walter Veltroni, avevano un esito già scritto. "Questa volta -rimarca- decidono gli elettori". E facendo riferimento alle primarie Usa, Franceschini assicura: "Il giorno dopo quelli che hanno perso sosterranno con lealtà chi ha vinto".
Franceschini commenta poi i sondaggi sulla corsa alla leadership dei democratici: "I sondaggi sono davvero un gioco. Il dato vero è che c’è una fase in corso in cui gli iscritti selezionano chi va alle primarie. Lì non ci saranno molte sorprese perchè siamo in tre. Poi il 25 ottobre verranno a votare tutti gli elettori, anche senza essere iscritti, che sceglieranno da chi far guidare il partito. Sarà una prova di grande partecipazione".
"Alle regionali dobbiamo formare alleanze attorno a programmi condivisi, perchè è finita l’epoca delle alleanze ‘contro’, e decidere regione per regione". Lo dice Franceschini, rispondendo alla domanda sulle alleanze del Pd. Il leader democratico poi sottolinea il paradosso per cui il presidente del Consiglio dice di "sostenere il federalismo" e poi tratta le regioni italiane "come figurine".
Sulle polemiche di qualche tempo sul numero di tessere gonfiate il leader del Pd ribatte: "Penso che non ci siano tessere gonfiate e comunque, siccome nei circoli devono andare a votare fisicamente le persone, vedremo esattamente quale sarà la partecipazione e come sarà distribuita nel territorio. Un partito con molti iscritti è un fatto positivo, non negativo".
