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Francia. Regionali: solo 4 regioni in bilico per secondo turno

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Sono quattro le regioni francesi ancora in bilico tra il partito di destra al potere di Nicolas Sarkozy e il Partito socialista (Ps), che si è ormai matematicamente imposto in tutto il resto del Paese nel primo turno delle elezioni regionali che si è tenuto ieri.

Al secondo turno, in programma domenica prossima, il Ps potrà infatti contare sui voti degli ambientalisti di Daniel Cohn-Bendit e di diversi partiti della sinistra radicale, contro una destra che corre da sola. Nel primo turno di ieri, nessun candidato ha ottenuto il 50+1 dei voti. Ma, salvo sorprese dell'ultima ora, l'esito dei ballottaggi per il secondo turno è praticamente scontato in ben 18 delle 22 regioni della Francia metropolitana. L'unica vera incognita resta solo in quattro regioni: Champagne-Ardenne, Franca contea, Alsazia e Corsica, dove ancora non è detta l'ultima parola. Sogno del Partito socialista è realizzare il 'grande slam' e vincere nelle uniche regioni ancora in mano a Sarkozy - Corsica e Alsazia - un modo per riguadagnare credibilità di fronte a una destra vittima del calo di popolarità del capo dell'Eliseo, che in questi ultimi mesi è ai minimi storici (60% di opinioni negative secondo l'ultimo barometro).

Il primo dato sicuro di queste regionali è che hanno vinto gli astensionisti. Alle 20, dopo la chiusura dei seggi per le regionali in Francia (su Le Monde, i risultati regione per regione), risulta che più di un elettore su due si è astenuto dalle urne: tra il 52 e il 55 per cento degli aventi diritto non è infatti andato a votare. L'astensione più alta mai registrata in Francia. Tra chi ha votato, secondo le prime proiezioni, il Partito socialista ha superato con il 29,1% la destra di governo dell'Ump (27,3%) diventando la prima forza politica francese in proporzione, anche se bisogna considerare che in Francia si vota con il maggioritario a doppio turno (come in Italia per le comunali e le provinciali).

"Dalla Francia arriva un campanello d'allarme per l'Europa: è l'allarme disaffezione da parte di un elettorato sempre più diffidente. Alle urne sono andati molto meno della metà degli elettori francesi. Al punto che i socialisti si confermano prima forza ma con meno voti rispetto a 5 anni fa". Lo afferma Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl. "Il responso provvisorio delle urne parla di un'estrema destra in forte crescita e della destra sarkozista - laica, liberale, perbenista, moderata e forse un pò troppo trasversale - in affanno. La radicalità del voto francese ha cancellato ogni velleità centrista - aggiunge il deputato - All'Italia il voto d'Oltralpe dice una cosa: l'elettorato moderato ha bisogno di un grande obiettivo per mobilitarsi. Quello di sinistra, invece, va al voto per forza d'inerzia. In Francia rischia di vincere l'inerzia".

 

 

 

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