Frodi. Vendita auto con fatture false per 11 mln di euro
11 Febbraio 2010
di Redazione
Fatture false per oltre 11,3 milioni di euro; occultamento di componenti positive di reddito per 6 milioni di euro; indebita imputazione di costi deducibili per oltre 6,7 milioni di euro e violazioni all’Iva per oltre 3,7 milioni di euro.
Sono alcune dei dati delle indagini condotte su una "frode carosello", avviata a fine 2009 dalla guardia di Finanza di Porto san Giorgio, che ha denunciato sei persone. Si tratta dei titolari di quattro imprese del Fermano, operanti nel commercio di autoveicoli nuovi ed usati: per alcune era stata rilevata l’inesistenza di specifiche strutture idonee allo svolgimento dell’attività dichiarata ed anche l’assenza della documentazione amministrativo-contabile obbligatoria. Le indagini di polizia economica e finanziaria concluse in questi giorni hanno confermato l’esistenza del classico schema di "società cartiere".
In particolare, un’impresa già oggetto nel 2009 di verifica fiscale, insieme a tre soggetti economici nazionali ‘fornitori’, aveva posto in essere il sistema di frode attraverso operazioni commerciali avvenute in realtà solo ‘cartolarmente’, interponendo fittiziamente i ‘fornitori’ tra il cedente comunitario e l’effettivo acquirente italiano, per permettere a quest’ultimo, mediante l’emissione di fatture false, di disporre sia di un indebito credito Iva sia di prodotti da immettere sul mercato a prezzi significativamente inferiori a quelli normalmente praticati dagli altri operatori. Le Fiamme Gialle hanno segnalato agli Uffici Finanziari, per i successivi recuperi a tassazione, oltre 11,3 milioni di euro quale base imponibile ai fini dell’Irap.
