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L'uovo di giornata

Futuro e Libertà: nasce il vero partito caserma

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Verso il Futuro e la Libertà, ma allineati e coperti (e astenuti). A spigolare tra le cronache della cena tra Fini e i finiani ieri sera nella sede di Fare Futuro viene da sorridere. “Quello che decide Gianfranco si fa e chi non è d’accordo si adegua”. Sono parole dell’on. Di Biagio, uno dei fedelissimi del presidente della Camera e danno il tono della serata.

Nel nuovo partito non si sgarra e chi ci prova o tace o è fuori. Così è andata per i finiani (come Donato Lamorte) che non ne volevano sapere di Bocchino capogruppo: nessuna scelta, nessuna discussione: il candidato è solo Italo. Lo stesso vale per un gruppetto di moderati che avrebbero voluto votare contro (e non astenersi) sulla mozione Caliendo. Qui è intervenuto il grancapo in persona: “E’ una scelta politica, non si discute”. A poter votare contro saranno solo i finiani “di governo” per evitargli troppo imbarazzo (a riprova della limpidità dell’astensione!)

Ma i nuovi libero-futuristi dovranno stare molto attenti nei prossimi giorni: saranno guardati a vista da Fini in persona. “Nessuno è autorizzato a parlare di terzo polo: non è la mia idea né il mio progetto”. Quanto alle dichiarazioni a raffica degli ultimi mesi, d’ora in poi si cambia registro: “lo dico a tutti e a nessuno” avverte Fini “vi voglio estremamente parchi nelle dichiarazioni” (che farà tutto il giorno Granata?).

Quanto alle divisioni tra falchi e colombe, moderati e estremisti, la festa è finita: Fini detta ancora la linea: “Vi chiedo sempre di trovare una sintesi unitaria: è una necessità assoluta”. (A Fare Futuro chiuderanno bottega?).

Tutti insieme appassionatamente nel nuovo partito caserma, dunque. Ma ora Fini è tranquillo: stellette e sciabola li porta lui.

 

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11 COMMENTS

  1. rosica rosica…..

    Certe
    rosica rosica…..

    Certe futuriste come la Bongiorno o la Perina mica sono tipe da caserma come altre che stanno alla corte del sultano!

    Che farà tutto il giorno il think tank Farefuturo?
    Mah, provi a chiederlo al prof. Campi o a Filippo Rossi!!

  2. caro fini sei finito
    puntare tutto su legalità e moralità si potrebbe rivelare un’arma a doppio taglio visto il nuovo filone di inchieste sula compagna di fini e sullo stesso e il suo vecchio partito an che stando alle dichiarazioni di molti esponenti di quella compagine non eccelleva per scelte democratiche. quindi si deduce che a fini piacciono le caserme… dove però a dirigere è solo lui. poveri noi!

  3. Si sapeva, si sa
    È bene sottolineare comunque – Loquenzi grazie – anche le cose sapute e risapute: come “la Repubblica” del padroncino De Benedetti è precisata nell’Uovo di ieri come lo strumento di briglia della sinistra allineata e coperta e paraocchiuta, così il padroncino Fini è illustrato oggi per quel capetto solerte che è, avviato ad essere un epigono, piccino, di Dipietro. Certo dovrà poi garantire ai suoi qualche postarello, sennò.

  4. Farefuturo non è Il Predellino di Stra-Guadagno!
    Basta con i compagni di strada obbligati: le differenze di stile contano eccome
    E se la “lucida follia”
    fosse la nostra?
    di Federico Brusadelli

    Chi festeggia è pazzo, ha detto qualcuno parlando della rottura del Pdl. Eppure a vedere anche il dibattito politico su Facebook, la vera agorà dei nostri tempi, si capisce perché c’è chi, dopo lo “strappo”, si sente euforico. E ha voglia di festeggiare. Per senso di liberazione, inutile nasconderlo. Perché, alle volte, al di là delle differenze di sostanza, al di là delle distinzioni sui contenuti, al di là delle priorità programmatiche e delle diverse “parole d’ordine”, c’è un problema di stile. Di stile e di linguaggio. E, anzi, spesso sono queste le distanze più difficili da colmare.

    Ecco: come si colma la distanza con le “bravate” di Feltri e del Giornale? Come si colma la distanza con quel giornalismo, con quell’ansia da sputtanamento, con quei titoli e con quelle vignette? Come si colma la distanza con chi invoca per Fini il trattamento Boffo? Come si colma la distanza con chi, da ministro della Cultura, rovescia strali su professori e giornalisti “frondisti” davanti ai maggiorenti del partito, manco fossimo ai tempi delle purghe sovietiche? Come si colma la distanza con chi porta a spasso i maiali al guinzaglio per non far costruire le moschee o invoca il cannoneggiamento dei gommoni di poveri disperati? Come si colma la distanza con chi grida all’assassinio davanti alla tragedia di una ragazza in coma e della sua famiglia? Come si colma la distanza con chi pensa che Saviano, parlando di camorra, renda un pessimo servizio all’Italia? Come si colma la distanza con chi nega che la coesione nazionale sia un valore, e che “essere italiani” abbia un senso?

    La risposta è chiara. È difficile da colmare. Non si può colmare se non ingoiando troppi rospi. Non si può colmare se non aggrappandosi al baluardo dell’ “identità politica”. La destra deve stare a destra, è questo il succo. Una tautologia senza senso. Che porta, poi, in nome di questa difesa della “destrità”, al tacito assenso nei confronti di posizioni indifendibili che scivolano verso l’estremismo.

    E allora se la destra che sentiamo “nostra” preferisce parlare “a tutto campo” più che con Stracquadanio, “altrove” più che con Capezzone, con “altri” più che con qualche compagno di strada obbligato, non può essere una colpa. È una questione di sostanza e di forma (ma anche la forma è sostanza, a suo modo). Ed è, in fin dei conti, una questione di libertà. Ecco perché c’è chi ha voglia se non di festeggiare, almeno di sorridere. È voglia di parlare a tutti, è una spinta a slegarsi da vecchie etichette, ordini di reggimento e barricate identitarie. Ed è forse questa la vera “lucida follia”, altro che.

    3 agosto 2010

  5. qual’era il menù della cena dei finiani ?
    Scommetto che anche il menù della cena è stato deciso da fini e guai per chi osasse chiedere qualcosa di diverso o non lasciasse i piatti puliti o non gli facesse i complimenti per l’ottima scelta

  6. Gli spammer finiani
    Due articoli che leggo qui su “L’occidentale” e due volte che mi ritrovo fra i commenti il “copia-incolla” dello stesso articolo tratto dall’ineffabile webmagazine di FareFuturo, dato che pensare(e scrivere) con la propria testa è a quanto pare troppo faticoso, i finiani hanno pensato bene di riciclare le parole dei loro pseudo-intellettuali di riferimento. Ed è forse questa la nuova strategia finiana, lo spamming? non c’è che dire, siete veramente avanti, fino ad oggi nessun partito aveva mai effettuato propaganda politica tramite lo spamming nella rete, voi sì che siete all’avanguardia, dei veri futuristi!
    P.S. Ma se Berlusconi rappresenta il male assoluto che descrivete, siete veramente degli ingenui se ve ne siete accorti solo dopo 16 anni di alleanza e dopo averci addirittura fondato insieme un partito (appena poco più di un anno fa).
    Comunque per la cronaca il sottoscritto non è certo un fan berlusconiano, proviene da AN e conosce bene i limiti del PDL e dei suoi maggiorenti (a partire da Berlusconi stesso), ma considera nonostante tutto il PDL, al contrario del movimento finiano, ancora un partito di centro-destra e perciò continuerà a votarlo. Piuttosto che votare Fini darei infatti il mio voto al PD, tanto hanno più o meno le stesse posizioni politiche (su immigrazione, cittadinanza, laicità, patriottismo costituzionale, economia ecc.) e sulla legalità e nell’opposizione a Berlusconi sono sempre stati più coerenti di voi finiani visto che la portano avanti da anni.
    Insomma, citando anche il vostro leader maximo Fini, tra l’orignale e la copia io sceglierei l’originale e francamente mi domando quanti italiani faranno diversamente.

  7. leccalecca
    Meglio il partito-caserma che il partito dei lecca-lecca (di quel posto lì di una rincoglionito tracagnotto).
    Provate ad alzare la schiena, se ci riuscite.

  8. fini ..sce
    cari filippo
    se voi festeggiate non puoi immaginare il senso di liberazione che invade tutto il resto…

    e sul vostro capo cannavuota evito ulteriori commenti a quanto ti dissi anni fa

  9. @ Claudio
    Il webmagazine di Ff è una vera miniera d’oro!
    Poichè qui non si affrontano certi spinosi punti è bene che qualcuno molto generoso come me vi porti il Verbo!
    La storia dei 16 anni è un tormentone buono per i beoti, la parabola verso il basso del cavaliere di Hardcore ha subito un’accelerazione incontenibile verso il basso dall’ultima vittoria elettorale, tutto qua.

    comunque adesso ti rendo edotto di altro tema, quello dei numeri, magari con la matematica va un po’ meglio?

    Alla Camera la situazione è la seguente:
    Partito Democratico: 206 deputati.
    Italia dei Valori: 24 deputati.
    Totale: 230. Ne servono altri 86 per mandare in minoranza Berlusconi.
    Dove li troviamo?
    8 dall’Alleanza per l’Italia e siamo a 238.
    Altri 38 dall’Unione di Centro e arriviamo a 276.
    Ancora 40.
    I 3 delle minoranze linguistiche ce la facciamo a convincerli e siamo a 279.
    I sudisti di Lombardo sono in 6, compreso l’assenteista per eccellenza Gaglione: 285.
    31, ne servono 31: quanti sono i finiani? Ehi, sono 31!

    Al Senato la situazione è questa:
    Partito Democratico: 113 senatori.
    Italia dei Valori: 12 senatori.
    Totale: 125. Ne servono altri 36 per mandare in minoranza Berlusconi.
    Alleanza per l’Italia: 4 senatori.
    L’Unione di Centro con le minoranze linguistiche e le autonomie sono 13, compresi Andreotti, Cossiga e Cuffaro.
    Ancora 19
    Mettiamocene 9 tra sudisti di Lombardo e altri senatori a vita.
    10, ne servono 10: quanti sono i finiani? Ehi, sono 10!

    No, faccio questo calcolo perché fino ad ora tutti abbiamo fatto il calcolo di quanti sono i pidiellini meno i finiani. Ma non abbiamo fatto i conti chi l’opposizione deve mettere insieme per formare un esecutivo di transizione, anche soltanto per fare una legge elettorale.
    Resto dell’idea che ogni tanto si debba ingoiare il rospo, perché andare a elezioni ora significherebbe, al di là della propaganda di partito, consegnare l’Italia per cinque anni a Berlusconi.
    Ma questi sono coloro con i quali bisognerebbe scendere a un compromesso.
    Un’altra legge elettorale ci vuole, un paio di provvedimenti per stabilizzare il quadro economico e poi si va a votare, però.
    E senza Tremonti a fare il premier pro tempore, però.!

  10. @ Claudio: forse con la matematica va meglio?
    Alla Camera la situazione è la seguente:

    Partito Democratico: 206 deputati.
    Italia dei Valori: 24 deputati.
    Totale: 230. Ne servono altri 86 per mandare in minoranza Berlusconi.
    Dove li troviamo?
    8 dall’Alleanza per l’Italia e siamo a 238.
    Altri 38 dall’Unione di Centro e arriviamo a 276.
    Ancora 40.
    I 3 delle minoranze linguistiche ce la facciamo a convincerli e siamo a 279.
    I sudisti di Lombardo sono in 6, compreso l’assenteista per eccellenza Gaglione: 285.
    31, ne servono 31: quanti sono i finiani? Ehi, sono 31!

    Al Senato la situazione è questa:
    Partito Democratico: 113 senatori.
    Italia dei Valori: 12 senatori.
    Totale: 125. Ne servono altri 36 per mandare in minoranza Berlusconi.
    Alleanza per l’Italia: 4 senatori.
    L’Unione di Centro con le minoranze linguistiche e le autonomie sono 13, compresi Andreotti, Cossiga e Cuffaro.
    Ancora 19
    Mettiamocene 9 tra sudisti di Lombardo e altri senatori a vita.
    10, ne servono 10: quanti sono i finiani? Ehi, sono 10!

    No, faccio questo calcolo perché fino ad ora tutti abbiamo fatto il calcolo di quanti sono i pidiellini meno i finiani. Ma non abbiamo fatto i conti chi l’opposizione deve mettere insieme per formare un esecutivo di transizione, anche soltanto per fare una legge elettorale.
    Resto dell’idea che ogni tanto si debba ingoiare il rospo, perché andare a elezioni ora significherebbe, al di là della propaganda di partito, consegnare l’Italia per cinque anni a Berlusconi.
    Ma questi sono coloro con i quali bisognerebbe scendere a un compromesso.
    Un’altra legge elettorale ci vuole, un paio di provvedimenti per stabilizzare il quadro economico e poi si va a votare, però.
    E senza Tremonti a fare il premier pro tempore, però.

    (dal blog nonunacosaseria)

  11. Agli spammer finiani
    I numeri sono quelli che sono, il governo non ha una maggioranza affidabile, vogliamo le elezioni anticipate? benissimo, e poi vedremo quanti finiani siederanno ancora in parlamento e quanti italiani voteranno dei tardo-sinistri che solo strumentalmente si collocano ancora a destra.
    La favoletta che Berlusconi abbia dato il peggio di sé solo negli ultimi due anni, dopo le elezioni, raccontala ai tuoi amichetti di FareFuturo, in realtà le leggi ad personam fatte nel 2001-2006 erano decisamente più controverse delle ultime, ma si sa Fini si sveglia solo quando gli fa comodo, vista l’età del Cavaliere, immaginandolo politicamente quasi al capolinea e vedendosi come suo successore naturale ha pensato bene di prendere da lui sempre più le distanze e di darsi un’immagine politicamente corretta; ma ha fatto male i calcoli, ha precorso i tempi e visto che a destra oramai i più lo vedono con il fumo negli occhi ora deve cercarsi voti altrove; non sarà più il leader del centro-destra, ma al massimo di un “nuovo” centro e se ci dovessero essere nuove elezioni ne uscirà con le ossa rotte, riuscendo in futuro ad avere al massimo l’influenza politica che negli ultimi 2 anni ha avuto Casini.

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