Garlasco, prima notte in isolamento per Alberto

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Garlasco, prima notte in isolamento per Alberto

25 Settembre 2007

La prima notte in
prigione, in completo isolamento, sembra essere trascorsa in modo tranquillo,
per Alberto Stasi, fermato ieri perché ritenuto responsabile l’omicidio della
fidanzata, Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto scorso.

Stasi si trova in isolamento nel carcere di Vigevano, una
struttura che ospita circa quattrocento detenuti.  Vi è stato condotto ieri, a tarda sera, dopo
aver trascorso l’intero pomeriggio nella caserma dei carabinieri e aver
risposto, per circa quattro ore, alle domande di magistrato e investigatori.

Oggi il pm Rosa Muscio, titolare dell’inchiesta
sull’omicidio Poggi, dovrebbe inoltrare al Gip la richiesta di convalida del
fermo. Ha quarantotto ore di tempo per farlo. Dalla richiesta sono poi previste
altre quarantotto ore entro le quali il giudice dovrà decidere, se convalidarla
e tenere Alberto Stasi in carcere oppure rimetterlo in libertà.

Nel pomeriggio di ieri c’è stata infatti un’importante
svolta nelle indagini sul delitto di Garlasco: Alberto Stasi, il giovane 24enne
indagato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi a, è stato fermato. Il ragazzo
è stato accusato di omicidio volontario aggravato. La prova schiacciante, che
ha spinto gli inquirenti a procedere al fermo, è la presenza del dna di Chiara
sulle macchie di sangue trovate sopra alcune biciclette sequestrate nel garage
di Alberto Stasi

 Gli inquirenti si
sono decisi a questo passo convinti dagli ultimi risultati delle verifiche
effettuate dai Ris. Stasi è accusato di omicidio volontario aggravato, lo
stesso reato contestato nell’avviso di garanzia notificatogli lo scorso 20
agosto. La prova schiacciante sarebbe la presenza del dna di Chiara in piccole
macchie di sangue scoperte su una delle biciclette sequestrate nella casa di
Stasi.

Ieri, per tutto l’interrogatorio, durato oltre quattro ore,
il giovane ha continuamente respinto le accuse dichiarando di essere “innocente”-
Il giovane è stato condotto nella caserma dei carabinieri di Vigevano, dove è
stato interrogato per circa quattro ore. Ha ribadito di essere «innocente».  In serata, uscendo scortato dalla caserma, per
essere trasferito nel carcere di Vigevano. Stasi è stato accolto da un’enorme
folla che gridava: “Bastardo”, “assassino”!