Georgia. Domani le presidenziali. L’opposizione già denuncia brogli

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Georgia. Domani le presidenziali. L’opposizione già denuncia brogli

04 Gennaio 2008

Domani la Georgia elegge il nuovo presidente e l’opposizione già minaccia di tornare in piazza. Con sette candidati, la sfida reale è tra il capo di stato uscente tra Mikhail Saakaahvili e il candidato dell’Opposizione unita Levan Gacheciladze.

 L’esito appare tuttavia molto incerto: l’incognita, e punto focale per il voto , è se il presidente uscente vincerà al primo turno o si dovrà andare al ballottaggio tra due settimane. Al secondo turno Gacheciladze, convogliando i voti degli altri cinque, avrebbe concrete possibilità di farcela. Così l’opposizione ha minacciato oggi di non riconoscere i risultati, puntando il dito contro “falsificazioni” e brogli diffusi, già organizzati.

L’accusa è arrivata dallo stesso Gacheciladze, che ha consegnato le sue critiche a una delegazione di eurodeputati incontrata a Tbilisi. Gli sfidanti di Saakashvili sostengono che il presidente uscente non può superare domani il 50% dei voti necessari per l’elezione al primo turno. Dunque solo un risultato che rimandi al ballottaggio sarà accettato. In caso contrario scatteranno nuove manifestazioni.

La chiamata alle urne, anticipata, è stata decisa dallo stesso Saakasahvili per rilanciare sul piatto delle regole democratiche proprio in seguito alle manifestazioni finite in scontri con la polizia a inizio novembre. In un Paese stanco di trame politiche, la campagna elettorale lampo si è concentrata sui temi della povertà sempre diffusa, con abbondanza di promesse di riforme sociali e migliori condizioni di vita per tutti. Saakashvili da parte sua ha spinto sul tasto delle regioni indipendentiste da riportare sotto il controllo di Tbilisi: Abkhazia e Ossezia del Sud. Nelle due repubbliche autoproclamatesi indipendenti la tensione è alta, e si teme che il voto di domani faccia da detonatore per nuove violenze.

(Apcom)