Georgia: il piano Sarkozy al vaglio dei ministri degli Esteri Ue

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Georgia: il piano Sarkozy al vaglio dei ministri degli Esteri Ue

13 Agosto 2008

I ministri degli Esteri Ue si confronteranno oggi a Bruxelles con il piano di pace tra Russia e Georgia elaborato dal capo dell’Eliseo e presidente di turno Ue Nicolas Sarkozy, impegnato ieri in una missione diplomatica tra Mosca e Tbilisi. La riunione rischia però di oscurare il (relativo) successo di Sarkozy – riuscito a ottenere una firma dal presidente russo Dmitri Medvedev, dal premier Vladimir Putin e dal presidente georgiano Mikheil Saakashvili – facendo riemergere le ‘solite’ divisioni che affliggono i Ventisette quando si tratta di affrontare il Cremlino. I rappresentanti della ‘Nuova Europa’, in particolare, si presenteranno all’appuntamento piuttosto agguerriti, decisi a far valere le ragioni della Georgia e i torti dell’ex ‘dominatore’ russo.

Il ‘piano Sarkozy’ è composto da sei punti, tra cui lo stop alle ostilità, l’impegno di entrambe le parti a garantire l’accesso agli aiuti umanitari, il ritiro dell’esercito georgiano dalle due repubbliche separatiste, e quello della Russia alle posizioni precedenti allo scoppio del conflitto, e infine l’avvio di un dibattito sul futuro status di Ossezia del Sud e Abkhazia.

Preparandosi alla ‘battaglia’, il fronte nuovoeuropeo ha messo in atto una missione parallela a quella di Sarkozy: i presidenti di Polonia, Lettonia, Lituania e Ucraina nonché il premier estone si sono diretti a Tbilisi per incontrare il collega georgiano Mikheil Saakashvili. "Lo stato russo ha mostrato ancora una volta la sua faccia, la sua vera faccia", ha affermato il capo di Stato polacco Lech Kaczynski. Il suo staff ha assicurato che l’iniziativa dei cinque presidenti è stata benedetta anche dal capo della Casa Bianca, George W. Bush.