Georgia. Mosca: ok al ritiro, ma solo con missione Ocse

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Georgia. Mosca: ok al ritiro, ma solo con missione Ocse

05 Settembre 2008

Mosca dice si’ al ritiro dalle ‘zone calde’ del conflitto in Ossezia del Sud, ma soltanto con l’ingresso di una missione Ocse. E i "tempi e i modi" di quest’ultima sono da decidersi proprio oggi ad Avignone, con l’incontro informale dei ministri degli Esteri Ue. Incassa la disponibilita’ dell’Aquila Bicipite, il capo della diplomazia italiana Franco Frattini, ieri nella capitale russa prima della tappa francese e dopo quella georgiana. Ma la Federazione mette la clausola dell’avvicendamento per il rientro nelle linee e solo "in concomitanza con il dispiegamento di una missione internazionale", come ha sottolineato il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, nel corso di una conferenza stampa congiunta.

Mosca si dice pronta anche a "favorire" l’ingresso di "aiuti umanitari": una possibilita’ davanti alla quale "non si possono porre ne’ condizioni ne’ ostacoli" ha sottolineato Frattini, esprimendo l’apprezzamento per il fatto che le "autorita’ russe, non solo non contesteranno ma favoriranno gli aiuti umanitari nel territorio". Zona gia’ ampiamente colpita dal recente conflitto, come Apcom ha potuto constatare nei giorni scorsi, in una missione per la stampa internazionale organizzata dal Cremlino in Ossezia e Abkhazia.

Di fatto il governo italiano si riconferma nel ruolo di mediatore, gia’ svolto durante la prima parte della crisi caucasica. Come ha sottolineato Frattini, hanno "prevalso" in sede Ue "le opinioni di chi non voleva isolare la Russia e in particolare contro la ventilata ipotesi di sanzioni". La visita a Mosca di Nicolas Sarkozy il prossimo 8 settembre "e’ un segno di questo desiderio", ha aggiunto il ministro.

Dal canto suo Mosca richiede assicurazioni affinche’ il "regime di Saakhasvili rispetti i suoi impegni" in particolare sul "non uso della forza" nella zona di crisi in Caucaso e in particolare in Ossezia del Sud. Questo e’ uno dei primi punti da rispettare, per raggiungere una normalizzazione del territorio dopo il conflitto scoppiato l’8 agosto scorso.

Al centro dei colloqui di ieri anche quali misure "aggiuntive devono essere prese e inserite nel piano Medvedev-Sarkozy", anche in prospettiva del prossimo viaggio del capo di Stato francese e presidente di turno dell’Unione europea, atteso a Mosca il prossimo 8 settembre. Mentre nessuna accenno in conferenza stampa all’organizzazione di una conferenza a Roma sulla via del dialogo e verso una soluzione alla crisi tra Georgia e Russia, nell’ottica delle molte tensioni che tornano ad attraversare il Caucaso.

Secondo quanto emerso il si’ di Mosca riguarda una missione di "polizia" concordata a livello Osce e Ue. Ma come gia’ sottolineato ieri da Mosca, sara’ necessario il consenso anche di Abkhazia e Ossezia del Sud. Proprio mercoledì, infatti, Lavrov ha spiegato a chiare lettere che non a Mosca bisogna chiedere, ma a Sukhumi e Tskhinvali.

Quanto a Tbilisi e il tentativo di velocizzare i tempi per un ingresso nella Nato, la linea gia’ concordata a Bucarest non cambiera’, assicura Frattini. "Abbiamo gia’ deciso alla Nato cosa fare" afferma il capo della diplomazia italiana in merito alla volonta’ di Tbilisi di accelerare i tempi. "Abbiamo gia’ deciso di confermare quello che si stabili’ a Bucarest. Non accelerare, ne’ rallentare".