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Due pesi...

Giani vs Ceccardi, quando il sessismo viene da sinistra va tutto bene

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In Toscana, si sa, la faziosità è di casa almeno dai tempi dei Guelfi e Ghibellini: che poi le divisioni non se le facevano mai bastare e quando non c’erano i Ghibellini si azzuffavano usque ad sanguinem tra guelfi bianchi e guelfi neri. È sempre andata avanti così, e non solo per la politica, ma per qualsiasi cosa potesse essere occasione di polemica e di litigio.

Perciò nessuno si meraviglia più di tanto se i toni della campagna elettorale per la Presidenza della Regione si alzano un po’. Solo che in questa tornata la sinistra –insidiata in una delle sue roccaforti storiche e forse un po’ impaurita da qualche segnale di poter perdere davvero potere finora indiscusso – ha tentato di darsi un volto meno divisivo di quello del presidente uscente Rossi. Il compito di temperare, moderare e includere è toccato a Eugenio Giani, classe 1959, presidente del consiglio regionale uscente, un passato socialista, un solido background fatto di studi e di conoscenza dei principali dossier della politica toscana e, particolare non da poco, abbastanza inviso alla sinistra più muscolare e ideologica. La sua candidatura viene ufficializzata già dal dicembre 2019 e trova alla fine praticamente il consenso di tutti i partiti e movimenti della sinistra: resta fuori solo qualche scheggia.

A sfidarlo, il centrodestra, dopo una serie di incertezze e di ipotesi, legate anche all’assetto delle candidature nelle altre regioni sottoposte al voto, il 22 giugno scorso ha indicato Susanna Ceccardi, la giovane che colpì al cuore il potere rosso toscano, conquistando nel 2016 il Comune di Cascina, che non è certo un paesino, visto che con i suoi quarantamila abitanti risulta la seconda città della provincia di Pisa. Ceccardi, nata nel 1987, fa politica praticamente da adolescente (nel 2008 era presente nello staff dei giovani che sostenevano la candidatura di Patrizia Paoletti a sindaco di Pisa), e con più di 4.000 preferenze aveva già mancato nel 2015 il seggio di consigliere regionale, sopravanzata da un candidato poco conosciuto, Roberto Salvini, che certamente ebbe modo di giovarsi del cognome e di qualche equivoco negli elettori. Ma l’episodio non la scoraggiò, e poco dopo – 2016 – si ficcò tenacemente e vittoriosamente nella competizione per il comune; nel 2019 fu eletta parlamentare europeo nel collegio dell’Italia centrale con più di 48.000 preferenze.

Di fronte ad un’avversaria così combattiva, avvezza a non nascondersi dietro a un dito, capace di alzare argomenti polemici e gesti anche clamorosi uno dopo l’altro, la sinistra ha subito pensato che aver accentuato il profilo riformista e moderato si fosse rivelata una buona scelta, quella che le avrebbe consentito di essere più attrattiva nei confronti dei “moderati”.

Purtroppo, come si dice, il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Il 28 giugno il Corriere Fiorentino dedica una paginata a ciascuno dei due candidati, e Giani – se non altro per un’infelice scelta del titolo – fa uno scivolone proprio nella direzione opposta all’immagine dell’uomo saggio, maturo e moderato che avrebbe il compito di rappresentare, anche in opposizione allo stile battagliero e provocatorio della sua avversaria. Insomma, se Salvini “la porta in giro al guinzaglio” la metafora conduce dritti dritti a paragonarla a un cagnolino, anzi una cagna, come rilancia subito il tam tam social dei leghisti e degli alleati di centrodestra. Il che è già bruttissimo, ma diventa insostenibile se ne è responsabile un maschio maturo nei confronti di una donna giovane. Lo scivolone non sembra muovere l’indignazione femminista un tanto al chilo, almeno nelle prime ore. Ma Susanna incassa, e subito rialza, ricordando con una certa soddisfazione che il suo avversario nella battaglia del comune di Cascina, il sindaco uscente Antonelli, anche lui maschio maturo, l’aveva definita, con la sufficienza del politico di professione, “ragazzetta”.

Quella sicumera, propria della sinistra che ritiene che il proprio potere pluridecennale non possa essere scalfito, le portò molto bene. Adesso mancano ancora 90 giorni di campagna elettorale, ma intanto in questa giornata mediaticamente di fuoco a Susanna Ceccardi è stato regalato un bel 1-0, tondo tondo. 

Dalla Toscana elettorale per oggi è tutto.

 

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