Giustizia. Alfano: “La riforma sarà la prova di fuoco e Fini la approverà”
17 Ottobre 2010
di Redazione
La riforma costituzionale della giustizia è allo stesso tempo «la rotta» e «la prova del fuoco per la coalizione». Ma il Guardasigilli, Angelino Alfano, è convinto che la riforma si farà anche con il via libera di Gianfranco Fini e con i voti di Futuro e Libertà.
Il presidente della Camera, dice Alfano in una intervista al Corriere della Sera «approverà la mia riforma della giustizia». Testo che «va scritto bene, perchè è l’unico punto »dei cinque del programma presentato alle Camere dal premier «che tocca la Costituzione». Arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri «entro il quinto. Una settimana in più o in meno, dopo 14 anni non è un problema». Per le bozze che attendono anche i finiani, aggiunge il ministro, «siamo in dirittura di arrivo» e «sono convinto – ribadisce – che Fini e i suoi la voteranno e la riforma passerà».
Di Giorgio Napolitano, incontrato anche nei giorni scorsi, dice che «ascolta sempre con grande attenzione ed è un riferimento di saggezza». Ora, a metà legislatura, aggiunge, c’è «un tempo congruo per l’approvazione delle quattro letture conformi» di una riforma che, ripete, «non ha alcun intento punitivo nei confronti della magistratura». Nel frattempo, chiarisce Alfano, «non stiamo lavorando a modifiche al legittimo impedimento e abbiamo piena fiducia nella Consulta». Niente in cantiere nemmeno per «il processo breve. Per ora stiamo lavorando alla riforma costituzionale».
Quanto alla legge elettorale, per Alfano «non si può affidare la scelta più politica che ci sia a un governo tecnico», contro il quale «ci batteremo con tutte le nostre forze». Alle voci che vedrebbero Tremonti alla guida di un esecutivo tecnico, il ministro ribatte che «questo governo è politico» e «noi tutti riconosciamo questa leadership solo a Berlusconi». Sulle nuove minacce di morte ricevute ieri, il ministro spiega che «mi arrivano con grande frequenza, ma la lotta alla mafia è un credo quasi ideologico del mio agire politico».
"Il livello, il tono e i contenuti dell’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sono interamente condivisibili e rappresentano un’idea alta della politica, dei compiti del Pdl e dei traguardi del governo Berlusconi". È quanto dichiara il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi.
Per Luigi De Magistris, eurodeputato Idv e responsabile giustizia del partito, invece, "l’intervista rilasciata dal ministro Alfano al Corsera sulla riforma costituzionale della giustizia fa venire in mente la celebre canzone di Mina: ‘parole, parole, parole’. Alfano infatti cerca di mascherare con la retorica un progetto di riforma dissennato, che non risponde all’esigenza di porre rimedio alla lentezza dei processi, come vogliono i cittadini". "Per ora il progetto – continua de Magistris – è una nebulosa disorganica, fatta di tasselli sparsi e poco chiari. L’unica certezza, che non fa presagire niente di buono, è il movente che sta alla sua base: colpire la magistratura sottoponendola all’esecutivo, appagando così il desiderio di ritorsione di Berlusconi verso quei magistrati rei di trattarlo come un cittadino uguale agli altri di fronte alla legge", conclude.
