Giustizia, Alfano: Riforma codici per interesse cittadino
27 Maggio 2008
di Redazione
Cambiare il codice civile e quello penale senza «avventurarsi in ennesime grandi riforme legislative, magari soltanto declamate», ma con l’obiettivo di «sforzarsi di ricercare soluzioni efficienti e il più possibile condivise» con la consapevolezza che «al centro del sistema giustizia vi è la persona che cerca la tutela dei proprio diritti e dalla quale vanno fornite risposte concrete ed immediate».
Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, traccia, nel corso della seduta straordinaria del plenum del Csm, le sue linee di intervento politico.
In passato, osserva il ministro, «è stato svolto un lavoro che non va disperso» sulle possibili riforme dei codici: «È mio intendimento – sottolinea – portare tale lavoro a rapida sintesi con l’aiuto di esperti e trasferire al Parlamento nel più breve tempo possibile i progetti di riforma offrendo così ad esso, che in questa circostanza trarrà giovamento dal nostro bicameralismo perfetto, l’opportunità di pronunciarsi avendo tempo e modo di trovare forme ampie di condivisione su materie così importanti».
Il ministro rammenta che al centro del processo riformatore del sistema giustizia non ci devono essere gli operatori del diritto («legislatore compresso»), bensì «un uomo che sente lesi i propri diritti e che chiede allo Stato una risposta, che chiede allo Stato giustizia».
«Ecco, non dimentichiamoci mai, anche quando leggiamo le statistiche sui ritardi e sugli arretrati e sul numero dei giudizi pendenti – avverte il ministro – che dietro ogni giudizio c’è una persona».
