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Giustizia. Berlusconi: “Ce l’hanno tutti con me”

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“Me ne hanno dette di tutti i colori, dal presidente della Repubblica a quello della Camera al Pd. Ce l'hanno tutti con me”. È lo sfogo che ha avuto questa notte il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrando i giovani del Ppe in un grande albergo di Bruxelles. A riferirlo sono persone che sono state presenti all'incontro.

Tante sono state infatti le reazioni alle parole pronunciate ieri dal premier al congresso del Ppe quando, di fronte alla platea di Bonn, ha colto l’occasione per ripercorrere i temi prediletti riguardanti il nostro Paese : i giudici che si sono sostituiti al Parlamento, la sinistra allo sbando, la maggioranza coesa e il premier “super forte e con le palle”, sferrando un duro attacco alla magistratura, alla Consulta e al presidente della Repubblica e annunciando di voler mettere mano alla Carta costituzionale.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva espresso profondo rammarico e preoccupazione in seguito a queste dichiarazioni e in una nota ufficiale diffusa al Quirinale ha parlato di “violento attacco contro le fondamentali istituzioni di garanzia in una importante sede politica internazionale”.

Anche Gianfranco Fini si è smarcato di nuovo da Berlusconi. Il presidente della Camera “non condivide” le affermazioni sulla Corte Costituzionale e sui giudici e invita il premier a “precisare meglio” il suo pensiero ai delegati per “non ingenerare una pericolosa confusione su quanto accade in Italia e sulle reali intenzioni del governo”.

I magistrati hanno replicano al nuovo attacco di Berlusconi per voce dell'Anm: “Per fortuna di tutti l'ordinamento italiano e la Costituzione prevedono organi di garanzia e il controllo dell'operato di qualsiasi potere e ordine, magistratura compresa. La magistratura italiana non accetta classificazioni e inquadramenti forzati, che di volta in volta la colorerebbero di rosso o di nero, a seconda dei destinatari delle indagini; e di colore opposto quando assolve”. Sulle riforme costituzionali ventilate dal premier, il sindacato delle toghe non ha nascosto la propria preoccupazione: “Tali annunci sembrano piuttosto stravolgimenti dell'attuale sistema democratico. Ma, sempre grazie alla Costituzione, sappiamo che ogni modifica richiede un lungo iter, larghe maggioranze e, eventualmente, l'interpello del popolo italiano. Perciò continuiamo ad operare serenamente”.

Mentre l’opposizione denuncia il rischio di populismo., si schierano in difesa del premier Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: “Di Pietro e l'Idv hanno divorato il Pd, che ora è costretto a mutuare dai dipietristi perfino i toni, oltre che i contenuti. L'anomalia è la nostra: unico Paese occidentale in cui le carriere di giudici e pm non sono separate”. E Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: “Berlusconi ha detto nient'altro che la verità sul funzionamento della Corte Costituzionale. Invece c'è da chiedersi perché, quando viene attaccata un'istituzione votata dalla maggioranza degli italiani come il presidente del Consiglio, nessuno esca in sua difesa”. Anche il leader della Lega Umberto Bossi mostra di apprezzare le parole di Berlusconi: “Ha le palle ed è l'unico che non si preoccupa della giustizia. Spatuzza e i Graviano? Certo, qualche problema possono crearlo, ma secondo me Berlusconi deve andare avanti. La mafia sta reagendo perché mai nessun governo ha fatto delle leggi contro la mafia come questo”.

 

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