Giustizia. Berlusconi: “Non ho mai chiesto il Lodo Alfano, sarà ritirato”

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Giustizia. Berlusconi: “Non ho mai chiesto il Lodo Alfano, sarà ritirato”

23 Ottobre 2010

"Non cambia nulla con l’intervento del presidente della Repubblica. A questo punto io chiederò che quella legge costituzionale venga ritirata. Il lodo Alfano porta con sé un meccanismo farraginoso per l’approvazione e in questo modo serve soltanto a dare fiato alle polemiche strumentali dell’opposizione". Lo dice Silvio Berlusconi al Corriere della sera in seguito all’intervento del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ieri ha espresso dubbi sulla norma espressi in una missiva indirizzata al presidente della Commissione affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini.

"Questa legge non è stata una mia iniziativa, ma una proposta del mio partito. Io non sono più interessato a portarla avanti. Non voglio che si dica che faccio leggi ad personam, leggi vergogna. Altro che leggi vergogna. Sono sedici o diciassette anni che vengo perseguitato dai magistrati per fatti già chiariti", prosegue il premier. "Ho giurato sui miei cinque figli e sui miei nipoti che non sono responsabile di nessuno dei fatti che mi vengono attribuiti", dice ancora il presidente del Consiglio spiegando che invece la riforma del ministro Alfano "è un progetto che interessa e non si fermerà, ma ripeto: senza il Lodo che invece verrà ritirato".

Ieri, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo del Pdl al Senato, avevano assicurato che "le osservazioni del presidente della Repubblica non troveranno indifferenti il nostro gruppo parlamentare". Nonostante ciò, il Pdl non ha nascosto la sorpresa di fronte ad una lettera considerata "irrituale", con un provvedimento in corso d’opera, e il cui contenuto poteva giungere a destinazione – sostengono – attraverso canali informali. E ciò di fronte a quello che viene considerato l’ennesimo ostacolo posto ad una riforma voluta dalla maggioranza. Basti pensare a quella fase ("come ben noto") in cui i due dirigenti hanno voluto richiamare l’attenzione del Colle sul fatto che il lodo Alfano promulgato da Napolitano nel 2008 prevedeva la sospensione dei processi per il presidente della Repubblica. O, ancora, a quel passaggio – si ragiona in ambienti della maggioranza – in cui i due parlano di "eccesso di sensibilità" da parte del presidente della Repubblica.