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“Gli elettori sceglieranno fra due progetti di società alternativi”, afferma Axel Poniatowski

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Intervista a Axel Poniatowski, porta-parola di Nicolas Sarkozy per la stampa estera.

 

D.: Alla luce dei risultati del primo turno, quale sarà strategia di Nicolas Sarkozy nei confronti dello sconfitto candidato centrista, François Bayrou, i cui voti (18,55%) sono molto importanti sia per Sarkozy sia per Ségolène Royal?

R.: Domani comincia una nuova campagna, diversa dalla precedente in quanto ci saranno solo due candidati e non più undici candidati che criticano per settimane e settimane Sarkozy: il dibattito sarà diverso, sarà il dibattito in cui sono proposte due visioni diverse della società ed è su queste visioni opposte che i francesi dovranno pronunciarsi. Di conseguenza, non si tratta di recuperare l'elettorato di un altro candidato, ma i francesi che hanno votato per altri candidati dovranno posizionarsi in rapporto ai due che sono rimasti.

D.: Non ci sarà dunque uno spostamento al centro dei temi della campagna di Sarkozy?

R.: Ci sarà da parte sua una strategia di “rassemblement” per unire i Francesi attorno alla sua candidatura e affinché i Francesi considerino che è il migliore a poter assumere le funzioni di Presidente della Repubblica. Per quanto riguarda i valori che ha affermato nel corso della sua campagna, li manterrà: Sarkozy fa quello che dice, non cambierà certo il proprio discorso.

D.: Non ci saranno “aperture”?

R: L’elettorato non appartiene a nessuno: Bayrou non possiede i propri elettori, gli elettori saranno liberi di scegliere tra due progetti di società alternativi.

D.: Ci saranno accordi alle legislative con il Fronte nazionale?

R.: Sarkozy si è pronunciato contro il proporzionale considerando che non è un buon sistema per l'Assemblea nazionale, non è un sistema che permette di ottenere delle maggioranze, non credo che si parlerà di proporzionale per le prossime elezioni.

D: Lei è ottimista sul risultato del secondo turno?

R.: Penso che lo scarto tra i due candidati sarà molto ridotto, Sarkozy non ha ancora vinto, non è sicuro che arrivi primo. Per ora è concentrato sul secondo turno, non pensa alle legislative.

D.: Per quanto riguarda la politica internazionale, pensa che nel caso di una vittoria di Sarkozy vi sarà un riavvicinamento della Francia con gli Stati Uniti?

R.: Ma non c'è stata nessuna rottura tra la Francia gli Stati Uniti! C'è un disaccordo profondo sull’Iraq e Sarkozy l'ha manifestato considerando che gli Americani hanno fatto un errore su questo punto. Forse, se fosse stato Presidente, non lo avrebbe detto agli Americani nello stesso modo, ma glielo avrebbe detto sicuramente perché agli amici si può dire quando sbagliano.

D.: E per quanto riguarda l’Europa, quali sono i suoi progetti?

R.: Sarkozy vuole prendere il capitolo 1 del Trattato costituzionale, in sostanza la parte che riguarda le istituzioni, e farlo approvare dal Congresso, ossia dalla Assemblea nazionale e dal Senato, senza usare la via referendaria. Sarkozy ritiene che l'asse franco-tedesco sia essenziale, in quanto costituisce l'ossatura dell'Europa e non si tratta di metterlo in questione, ma allo stesso tempo vuole allargare le relazioni con quello che lui chiama il gruppo dei G6, vale a dire i sei paesi più importanti dell'Unione Europea: una parte più importante degli argomenti politici, economici, sociali devono discussi a monte tra questi paesi.

D.: In che cosa questa strategia differisce da quella di François Bayrou, che ha parlato di un’Europa a due cerchi, quello dei paesi fondatori, eventualmente allargato ad altri, e un’Europa più ampia?

R.: Bayrou non ha fatto proposte precise su questo argomento; inoltre, a differenza di Sarkozy, è per un’Europa federale, vuole fare un referendum in Francia su non si sa bene cosa per sbloccare la situazione… Insomma, niente a che vedere con le proposte molto precise di Sarkozy.

D.: Sarkozy manterrà la sua proposta per un Ministero dell’identità nazionale?

R.: Si, certamente. Attualmente i problemi dell’immigrazione e dell’aiuto allo sviluppo sono trattati in sette ministeri diversi: i visa al Ministero degli Esteri, i permessi di soggiorno all’Interno, gli aiuti sociali in un altro ministero ancora%2C gli studenti stranieri seguiti dal Ministero dell’Istruzione, etc. Ogni ministero agisce senza sapere cosa fanno gli altri, senza coordinamento. Sarkozy ritiene che tutti questi problemi siano collegati e che quindi debbano essere trattati in seno ad un unico ministero, compreso gli aiuti allo sviluppo per i paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa. C’è bisogno di una politica coerente per l’immigrazione, dell’autorizzazione all’immigrazione e dell’integrazione, in modo che ci si occupi delle persone e che queste siano accolte.

D.: Sarkozy pensa che si debba riformare lo statuto del capo dello Stato, come si auspica da più parti, cambiando i rapporti tra i poteri dello Stato?

R.: Si, penso che lo farà: ha detto che farà in modo che non si possa essere Presidente della Repubblica per più di due mandati. Inoltre Sarkozy, che è stato a lungo deputato, intende dare più potere al Parlamento, in particolare attraverso le audizioni per le nomine importanti, attribuendo più poteri all'opposizione e ampi mezzi ai deputati. Sarkozy non teme che ciò possa diminuire i poteri dell'esecutivo.

D.: Durante la campagna Sarkozy ha dato l'impressione di voler rompere con l’interpretazione del Presidente che ha dato la V Repubblica, ossia quella di un Presidente super partes: Sarkozy sembra voler unire il ruolo del Presidente e del Primo Ministro. Pensa che sarà questa l’interpretazione che ne darà una volta eletto?

R. Come Sarkozy ha già chiaramente detto, sarà un Presidente che darà le indicazioni al Primo Ministro e al Governo, anche se non penso che entrerà nel dettaglio delle decisioni quotidiane. Sulle riforme che egli vuol vedere attuate e sul modo in cui vuole che il paese sia gestito sarà estremamente chiaro. Il suo scopo che il suo mandato sia utile e che la Francia sia rimessa sui binari e c’è del lavoro da fare….

D.: A quale tipo di Primo Ministro Sarkozy pensa?

R.: Non ne ho la minima idea…

 

 

 

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