Governo. Avvenire: “No a paralisi e avventure ribaltoniste, ritrovare virtù”
31 Luglio 2010
di Redazione
No a paralisi e ad avventure ribaltoniste. Lo chiede "Avvenire", in un editoriale pubblicato questa mattina, nel quale si sottolinea che "la rottura del Popolo della libertà è un terremoto politico del quale è difficile per ora valutare appieno le conseguenze, che comunque saranno rilevanti, sul sistema dei partiti, sulle relazioni tra loro".
"La maggioranza di centrodestra appare oggi esplicitamente friabile, mentre le opposizioni divergono sulla soluzione da dare a un’eventuale crisi formale del governo. Il rischio maggiore è quello di una soluzione di paralisi". Di fronte a questo scenario, nota allora il giornale dei vescovi italiani, "pur nel rispetto delle funzioni attribuite dall’elettorato a maggioranza e minoranza, si può aprire una fase nella quale l’ascolto reciproco diventa la regola e non l’eccezione, seppure non per un ricupero di virtù ma in condizioni di necessità".
"In fondo è quello che, già in fasi apparenetmente meno drammatiche, il Quirinale consigliava con tenacia e che la Chiesa auspicava con sincera e motivata preoccupazione. Ora questa via virtuosa appare come l’unica alternativa – che richiede umiltà e responsabilità, soprattutto a chi ha la guida dell’esecutivo – alla paralisi di un governo senza maggioranza sicura o ad avventure ribaltoniste altrettanto pericolose".
Occorre quindi, conclude "Avvenire", "un clima di effettivo confronto sul merito delle scelte, che oggi nessuno può pensare di poter imporre senza una discussione e una ricerca effettiva di sintesi".
