Governo. Berlusconi: “Chi non ci vota è responsabile di tradimento”

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Governo. Berlusconi: “Chi non ci vota è responsabile di tradimento”

27 Novembre 2010

"Il 13 dicembre chiederemo al Parlamento, sia al Senato che alla Camera, un nuovo voto di fiducia al nostro governo. In quelle aule, ricorderete, il 29 settembre scorso, abbiamo ottenuto un voto di fiducia con un consenso elevato, il consenso più ampio di tutta la legislatura. È stato un consenso sui cinque punti programmatici. Se qualcuno da allora avesse cambiato idea, dovrà dirlo, con chiarezza, agli italiani. E avrà il dovere di spiegare il perché". Lo dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un messaggio ai "Promotori della libertà".

"Sono convinto – continua Berlusconi – che non ci sarà bisogno di nuove elezioni, perchè il senso di responsabilità, la coerenza, il rispetto e la lealtà verso gli elettori, la necessità di evitare un salto nel buio, sono tutte ragioni per le quali i parlamentari eletti nel centrodestra saranno costretti a stare con noi, a sostenerci con il loro voto, sino al completamento della legislatura. Chi non lo farà – sottolinea – avrà tradito gli elettori e sarà segnato per tutta la vita dal marchio del tradimento e della slealtà".

"Vogliamo realizzare con chi ci sta quel patto di legislatura del quale ho parlato nelle scorse settimane. Questo significa, e lo ripeterò proprio alle Camere il 13 dicembre, che siamo aperti a ragionare, come sempre, con tutti, senza alcun pregiudizio, se non con l’impegno della coerenza rispetto al nostro programma e l’impegno della lealtà nei confronti dei nostri elettori", ha detto il premier.

"Il 14 dicembre non ci accontenteremo di una fiducia occasionale, basata su fragili margini numerici. Necessitiamo di una fiducia convinta e continuativa. Questa è l’unica condizione per evitare il ritorno al voto". Altrimenti, ha assicurato il Cavaliere, "se andassimo alle elezioni li sbaraglieremmo tutti". "Noi – dice il premier – abbiamo la responsabilità di assicurare il governo del Paese, di mantenere la stabilità, di agire con efficienza, di rispettare la volontà dei cittadini, di realizzare il programma che i cittadini hanno votato".

"Oggi l’Italia ha bisogno di tutto meno che di paralisi e d’instabilità. Una crisi di credibilità, che spaventasse i mercati e che spaventasse gli investitori internazionali, ci porterebbe in fretta sulla stessa strada della Grecia e dell’Irlanda", ha aggiunto il premier. "Abbiamo tenuto i conti pubblici in ordine – ha proseguito – con il plauso di tutti gli organismi internazionali di controllo. Questo è stato un vero e proprio miracolo, se si considera il peso del debito pubblico che abbiamo ereditato. Stiamo portando l’Italia fuori dalla crisi economica meglio di altri Paesi". "Ricordatevi sempre che gli altri parlano, che noi invece facciamo", ha concluso Berlusconi.