Governo. Casini: “Berlusconi si dimetta e poi discuteremo”

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Governo. Casini: “Berlusconi si dimetta e poi discuteremo”

24 Novembre 2010

"Berlusconi si dimetta e apra una fase nuova". Così Pier Ferdinando Casini, in una intervista al Tg3, ha risposto alla proposta di Berlusconi all’Udc di un’appoggio esterno al suo governo ribadendo che i centristi non voteranno la fiducia il governo il 14 dicembre. "Il premier – ha accusato il leader dell’Udc – è attaccato alla poltrona di Palazzo Chigi contro gli interessi del Paese".

Alle dichiarazioni del premier invitando l’Udc "a non pensare solo al tornaconto del proprio leader e a restare fedele al voto ricevuto", Casini risponde ironicamente: "Per quanto riguarda i tornaconti Berlusconi è un esperto. Per quanto riguarda il bene del Paese noi lo abbiamo sempre fatto appoggiando i provvedimenti del governo che ritenevamo positivi ed opponendoci agli altri in coerenza al mandato elettorale".

Il leader dell’Udc si dice infatti preoccupato "perché vedo uno stato confusionale preoccupante. Il Presidente del Consiglio attacca Fini, poi dopo 2 ore è costretto a smentire; la maggioranza in uno stato permanente di confusione e il 16 dicembre l’Ecofin straordinario affronterà le questioni in Europa dei Paesi che sono sotto tiro: Portogallo e Spagna dietro l’angolo, e noi siamo lì; e irresponsabilmente continuiamo questi balletti, questi giochini, continuiamo a dire ‘l’Udc dovrebbe fare…’, ‘Casini dovrebbe fare…"’.

Casini ribadisce quindi che il governo dovrebbe dimettersi: "Se davvero Berlusconi ha a cuore il Paese più che la sua poltrona a Palazzo Chigi, si dimetta, apra una crisi vera dicendo che il governo non ce la fa ad andare avanti, e vedremo di trovare le soluzioni giuste". "Per quello che riguarda i posti – ha aggiunto – sorrido perché siamo l’unico partito ad essere stati all’opposizione sia di Prodi che di Berlusconi; se ci fosse stato l’allettamento delle sedie, oggi saremo già seduti. Ma è l’unica cosa a cui siamo del tutto indifferenti".

Alla domanda sul voto di fiducia il 14 dicembre, il leader dei centristi ha risposto: "Noi siamo sicuramente intenzionati a non votare la fiducia, in coerenza col mandato dei nostri elettori, visto che siamo un partito d’opposizione. E poi dico a Berlusconi ‘se vuoi il bene del Paese dimettiti e apri una fase nuova’. Vedremo cosa farà lui. Mi sembra che la logica di Berlusconi sia di tirare a campare e tenersi ben stretta la poltrona di palazzo Chigi, alla faccia dell’interesse del Paese".