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Governo. Farefuturo: “Da berlusconismo killeraggi mediatici”, repliche nel Pdl

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"Quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c'è una distanza culturale prima di tutto. E che la scelta, a questo punto, è se stare o meno dalla parte di una politica che si possa dire davvero laica e liberale". Così il periodico online di Farefuturo, la Fondazione presieduta da Gianfranco Fini, alla vigilia del vertice di maggioranza che si terrà domani a Palazzo Grazioli, in un articolo dal titolo "Non è una questione politica: adesso, è una scelta di libertà".

"Nessuno - si legge - ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali, con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l'avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario". Citando poi "l'editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro", l'editoriale parla di "sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perchè non ci avete pensato prima? Non c'è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore". "Eravamo convinti - si legge - che tutto fosse un semplice dibattito politico. Sbagliavamo. E' molto, molto di più. E' una questione di civiltà. Di democrazia. E di libertà".

"È di tutta evidenza che l'articolo di Farefuturo è stato scritto per far calare il sipario sulla verifica parlamentare prima ancora di aprirla. Se il presidente della Camera identifica il berlusconismo con l'universo di Belzebù dominato da editti, killeraggio e dossieraggi, di che cosa stiamo parlando? Se il berlusconismo si nutre, come scrive Rossi, 'di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario', non basta battersi il petto, come pensa Filippo Rossi, e provare un pizzico di vergogna per non essersene accorti prima". È quanto dichiara Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl.

"No, la questione - spiega Napoli - è un'altra. Se un uomo come Fini, che fa politica da una vita, scopre soltanto dopo sedici anni di essersi accompagnato a un manipolo di farabutti, i casi sono due: o Fini ha sbagliato mestiere, e allora dovrebbe dedicarsi, che so, all'immobiliare o all'ippica; oppure Fini ritiene che l'Italia o la maggioranza degli elettori sia composta da cretini che da sedici anni si recano alle urne per dare un consenso maggioritario al centrodestra di cui Fini faceva parte. Le separazioni sono sempre dolorose. Un rapporto, umano o politico, può interrompersi in mille modi ma sempre salvaguardando una certa dignità e una qualche forma". "Diversamente, se è il rancore o il risentimento a prendere il sopravvento - conclude il vicepresidente dei deputati del Pdl - si perde anche la dignità".

"Farefuturo continua a criticare il premier e ad accusarlo di menzogne, quando in questo momento se c'è qualcuno che deve ancora fare chiarezza e dare spiegazioni agli italiani sulla vicenda della casa di Montecarlo, donata alla comunità di Alleanza nazionale e oggi dimora di suo cognato a prezzi stracciati, è proprio il presidente della Camera Gianfranco Fini" replica a sua volta Daniela Santanchè, sottosegretario di Stato all'Attuazione del programma di governo. "Stiamo ancora aspettando - conclude Santanchè - una risposta sensata alle richieste di verità di molti giornali, ma a Farefuturo preferiscono predicare bene ma razzolare male: le cose di cui si lamentano sono invece esattamente le angherie che il presidente del Consiglio ha dovuto subire in questi anni. Per loro quella era semplice libertà di stampa".

Dal canto suo, il deputato Fli Fabio Granata, dalle colonn del prossimo numero de "Gli altri", lancia l'idea: "A settembre costruiremo attorno a Gianfranco Fini il profilo di una forza politica modernissima ma intrisa di Memoria Storica. Culturalmente consapevole ma popolare. Una forza in grado di progetti lungimiranti all'altezza del modello Italiano".

"Le categore politiche del '900 basate sulla contrapposizione radicale di 'destra e sinistra'- scrive Granata - hanno esaurito la loro funzione. Siamo in una fase di trasformazioni e passaggi. Si tratta di porre le basi di un progetto ambizioso che sappia affrontare la sfida della modernità senza rifugiarsi nel passato delle radici, guardando al futuro che certo è vitale solo se è consapevole della propria storia". Nell'editoriale, Granata affronta però anche i nodi del conflitto politico interno alla maggioranza di centrodestra, e sostiene di nuovo la necessità di "una politica che sappia fare un passo avanti nel contrastare tutte le mafie e cricche, sostenendo i magistrati, le procure le forze dell'ordine con parole adeguate, atti legislativi, strumenti e risorse e non si accontenti dell'autoreferenziale elencazione, dal forte sapore di propaganda, di arresti e confische". Al contrario, accusa il vicepresidente della commissione antimafia le procure sono oggi "continuamente oltraggiate, vilipese, guardate con sospetto e mai sostenute".

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