Governo. Fini: “Nessun traguardo è precluso”, Bersani insiste: “Stacchi la spina”

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Governo. Fini: “Nessun traguardo è precluso”, Bersani insiste: “Stacchi la spina”

06 Novembre 2010

La giornata politica si gioca tra Roma e Perugia. Gianfranco Fini stacchi la spina al governo per «senso di responsabilità», dice Pier Luigi Bersani parlando all’assemblea dei circoli del Pd a Roma, per dar vita con tutti quelli che questo senso di responsabilità ce l’hanno a un governo di transizione.

«Non per fare un ribaltone» ma per far «ripartire un paese allo sbando». E annuncia che il Pd scenderà in piazza l’11 dicembre contro il governo. «Io non chiedo a Fini questo o quello -ha rimarcato- dico che Berlusconi si deve dimettere. Chiunque abbia senso di responsabilità, stacchi la spina. Punto». Ma i riflettori oggi sono puntati sulla kemesse di Fli. «Nessun traguardo può essere precluso», dice Gianfranco Fini nel suo saluto introduttivo ai lavori della convention di Perugia.

Il suo movimento, chiarisce, ha «obiettivi ambiziosi». E sale l’attesa per l’intervento di domani. Bersani poi attacca anche Silvio Berlusconi sul ‘caso Ruby’: «Chi fa e dice certe cose non può governare un paese», incalza. Il leader Pd ne ha anche per la Lega: «Ci fa un baffo», si lamentano di Roma ladrona ma «da 10 anni stanno con i quattro ladroni di Roma che hanno fatto leggi con la cricca». La replica di Paolo Bonaiuti non tarda: «La realtà -rimarca il sottosegretario- è che Bersani non ha spirito democratico perchè sarebbe pronto subito a fare un governo degli sconfitti senza tenere conto del voto degli italiani». Dal capo dello Stato arriva un nuovo invito a un confronto più «pacato e costruttivo». La politica, auspica Giorgio Napolitano, parli e si confronti sulle reali priorità dei cittadini. Il presidente della Repubblica sottolinea che «particolarmente avvertita è infatti in questo momento l’esigenza che la riflessione politica, condotta da ciascuno a partire dalle proprie basi ideali di riferimento, sappia ricollegarsi alle necessità concrete e specifiche dei cittadini, recuperando e rafforzando, anche in ambito locale, la più viva partecipazione democratica».

Italo Bocchino guarda avanti. E a chi gli chiede se domani Fli annuncerà un appoggio esterno al governo, il capogruppo a Montecitorio replica: «Abbiamo progetti più ambiziosi. Io credo che domani Fini andrà molto oltre». Il patto di legislatura proposto da Berlusconi è «una formula lessicale», perchè «non c’è scritto con quale premier e con quale maggioranza. Quando Berlusconi lo chiarirà, allora lo valuteremo». Andrea Ronchi frena: staccare la spina adesso sarebbe un errore imperdonabile, avverte il ministro per le Politiche europee.

Il coordinatore di Fli Adolfo Urso sottolinea che il movimento è contrario alle elezioni anticipate così come ai ribaltoni«Le riforme -prosegue- vogliamo realizzarle se possibile con il centrodestra e vogliamo anche rinnovare la politica italiana costruendo un bipolarismo maturo e normale», dice il viceministro. Fini, assicura Urso, «saprà dare il giusto colpo d’ala che il premier Berlusconi doveva fare già da tempo. Staccherà la spina? Lo deciderà lo stesso Fini, domani, dopo aver ascoltato il dibattito». Per il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, «continuano a dire che devono governare, ma questa è un ex maggioranza che non vuole prendere atto che c’è bisogno di staccare la spina. Assumano la responsabilità di dire basta, apriamo una fase politica nuova, perchè non ce la facciamo. Anche al Nord c’è un malumore profondo». «Vedremo se il Fini darà domani una risposta positiva e costruttiva -fa sapere Fabrizio Cicchitto- che deve essere ben diversa sia dalla scelta per la crisi, sia anche da una linea di logoramento della coalizione».

«Berlusconi -sottolinea il presidente dei deputati del Pdl- è cosi duramente attaccato perchè rimane tuttora il leader carismatico del centrodestra ed è sostenuto con forza sia dal Pdl sia dalla Lega, due forze politiche così consistenti che nessuno può pensare di emarginare con manovre di palazzo». Intanto continuano le grandi manovre per allargare la coalizione di governo. Silvio Berlusconi ieri ha chiesto a Saverio Romano di portare il suo Pid nella maggioranza. E al centro si lavora per far crescere quei i numeri messi a rischio dall’incognita Fli.

I contatti si susseguono e già entro la prossima settimana si parla di nuovi ingressi di parlamentari in Pid e Adc. «L’allargamento della maggioranza in tutte le democrazie è un obiettivo del governo. Parlo della maggioranza parlamentare e ancor più di quella elettorale», spiega Gianfranco Rotondi. Il ministro delinea una strategia di medio periodo: prima di tutto, «una ricomposizione vera con Fini, non necessariamente nello stesso partito»; poi, «la pace con Casini, meglio se nello stesso partito». E, infine, «un dialogo franco con i moderati del Pd, per realizzare nella prossima legislatura quella che il giovane Aznar chiamava la nuova ‘majurià», ricorda Rotondi. Molto dipenderà anche dall’esito della convention Fli a Perugia. «Se Fini rompe, non credo che tutti lo seguano», rimarca Saverio Romano, che ‘vedè ormai in atto «una marcia irreversibile verso le urne».