Home News Governo. Lettera “conciliatoria” di Moffa-Augello per Berlusconi e Fini

Governo. Lettera “conciliatoria” di Moffa-Augello per Berlusconi e Fini

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Riforma della legge elettorale con premio di maggioranza che scatta al superamento del 40% ed elezione diretta del premier; patto federativo tra i partiti del centrodestra; agenda sociale con un rilancio della concertazione tra le parti sociali.

Sono queste le linee sulle quali fondare un nuovo patto di maggioranza senza passare attraverso le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed evitando la rottura traumatica che potrebbe seguire al voto parlamentare della prossima settimana, proposte in una lettera presentata allo stesso Berlusconi e al presidente della Camera Gianfranco Fini. Autori dell'iniziativa due "pontieri" di Pdl e Fli, vale a dire, rispettivamente, Andrea Augello e Silvano Moffa.

Un documento rivolto anche ai parlamentari dei due partiti e che finora è stato sottoscritto da una quindicina di parlamentari. Un estremo tentativo per riallacciare il dialogo e che rappresenta l'ultima occasione per lasciare aperta la possibilità di una trattativa prima che inizi la conta sulle mozioni. Proprio per questo Augello e Moffa ora preferiscono rimanere in attesa, per verificare quali saranno gli effetti che produrrà questa loro mossa.

"È nostra convinzione che si debba procedere ad avviare un confronto sui contenuti di questo documento, superando lo scoglio del voto di fiducia attraverso la non partecipazione dei parlamentari di Futuro e libertà", si legge in un passaggio della lettera-appello promossa per riaprire un dialogo tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.

Moffa e Augello auspicano che il premier non si dimetta, ma che si realizzi un Berlusconi bis, "una seconda fase della legislatura che rafforzi il governo e la maggioranza e rilanci la stagione delle riforme condivise". Le "colombe" di Pdl e Fli mettono in guardia dal rischio del "clima di instabilità" verso il quale potrebbe "precipitare il paese" e ricorda che la "difficile congiuntura internazionale impone la massima mobilitazione per superare la crisi della maggioranza". "Per questo - sottolineano - serve un rilancio del programma di governo adeguandolo alle mutate condizioni economiche in cui l'esecutivo è chiamato a operare". Nella lettera si auspica poi che si possa "ricostruire una corretta dialettica nel centrodestra, superanto definitivamente le astiose polemiche che hanno fatto da sfondo alla nascita di Futuro e libertà".

È neccessario, si legge nel documento, "ribadire con forza la volontà di escludere e contrastare ogni scorciatoia in odore di 'ribaltone' e ogni proposta che violi il mandato popolare espresso nelle urne in favore di Silvio Berlusconi, premier di una maggioranza di centrodestra al governo dell'Italia". E ancora: "Esistono ancora i margini per trovare un ragionevole compromesso, rispettoso dei punti fin qui richiamati e al tempo stesso capace di accogliere le proposte più costruttive e qualificanti avanzate da Futuro e libertà". Per le "colombe" del Pdl e Fli, "in meno di 3 mesi l'Italia uscirebbe da questa difficile situazione di crisi, ritrovando stabilità con un governo saldo alla guida del paese presieduto da Silvio Berlusconi".

"E' una mossa positiva anche perché ricorda a tutti che sarebbe un funesto errore dividere in modo irreversibile il centrodestra di fronte ad una sinistra che anche in questa occasione - vedi il consenso alla iniziativa di Di Pietro di risolvere il dibattito politico andando alla Procura di Roma - dimostra la sua natura reazionaria", afferma in una nota il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "In questo quadro - aggiunge - l'auspicio è di fare ogni sforzo per evitare una lacerazione profonda. E il problema posto a Fini e ai finiani di non votare la sfiducia costituisce un contributo positivo per superare questa situazione di difficoltà e come tale deve essere presa in seria considerazione da tutti".

Per ignazio La Russa, il Pdl è pronto al confronto sulle linee indicate nel documento predisposto da Andrea Augello e Silvano Moffa, ma perchè questo possa avvenire su basi solide sarà fondamentale l'esito del voto del 14 dicembre alla Camera. "Ho seguito sin dall'inizio - afferma - l'evolversi di questo rapporto e lo considero positivo. Da parte mia, come coordinatore del Pdl, sicuro di interpretare anche il pensiero di Verdini e Bondi, ma in particolare come coordinatore proveniente dall'area della destra, non posso che auspicare una ricomposizione, la più larga possibile, all'interno del Pdl, con chi ha la mia stessa storia e che vuole oggi riconsiderare i motivi di una frattura sempre più difficile da comprendere". "Siamo pronti, se si presenterà l'opportunità, a stabilire le occasioni per un confronto sui punti proposti, ma qualsiasi tavolo deve reggersi su basi solide e la base solida in questo caso -conclude La Russa- non può che essere il modo con cui ci si atteggerà nella votazione del 14".

A bocciare immediatamente la proposta, Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà. "Berlusconi si rassegni alla evidente esistenza di un'altra coalizione che rappresenta il vero centrodestra di cui l'Italia ha bisogno". "I toni concitati e minacciosi usati da Berlusconi - sostiene il deputato finiano - dimostrano la sua debolezza e la mancanza di lucidità nell'affrontare questo delicato momento politico. La sfiducia sarà votata da due aree politiche e culturali, dal centrosinistra e dall'anima moderata del centrodestra rappresentata da Futuro e Libertà, Udc e Liberal democratici, quest'ultima scientemente espulsa negli anni da Berlusconi con l'obiettivo di sacrificare le culture politiche nazionale, cattolica e liberale al fine di costruire un centrodestra muscolare e aggressivo che non appartiene alla tradizione politica italiana, europea e occidentale".

Sulla sfiducia, Bocchino ribadisce che "il gruppo ha deciso di votare la sfiducia e non ci sono elementi di novità utili a rivedere questa posizione", malgrado la lettera conciliatoria di Moffa e Augello. "Ogni tentativo che eviti traumi è lodevole -rimarca Bocchino- e i contenuti della proposta sono interessanti", anche se "come tempismo mi sembra fuori tempo massimo". "Ma il problema è che manca la disponibilità di Berlusconi - sottolinea il presidente dei deputati di Fli - che va alla ricerca di una fiducia con le acquisizioni di deputati dell'opposizione, che è inutile per governare il paese, ma utile a lui per chiedere il voto". "Perciò - conclude Bocchino- il documento è lodevole, ma Berlusconi non è condizione di avviare un percorso del genere".

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