Governo, Sacconi: “Per rilancio via tutti i freni alla crescita”

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Governo, Sacconi: “Per rilancio via tutti i freni alla crescita”

17 Febbraio 2015

“Nei giorni scorsi i due rapporti prodotti dalla Commissione Europea e dall’Ocse disegnano per l’Italia, nell’anno in corso, una prospettiva di crescita modesta, trainata dalla sola domanda esterna, senza occupazione aggiuntiva”, lo dice il senatore di Area Popolare, Maurizio Sacconi, presidente della commissione lavoro del Senato, in un intervento sul Sole 24Ore.

“Peggiora, oltre a tutto, il nostro confronto con le aree di maggiore riferimento nell’Unione tra le quali si evidenzia la piu’ marcata ripresa della Spagna. Migliorano i conti pubblici ma nel  contesto della pur sempre abnorme dimensione del nostro debito. Cio’ impone al Governo – e alla maggioranza che lo sostiene – una ulteriore considerazione del che fare a partire dal doveroso negoziato europeo sulla piu’ flessibile interpretazione del Patto  di stabilita’ e crescita”.

“Abbiamo quindi il compito – scrive ancora l’ex ministro del Lavoro – di produrre riforme vere e tempestive li’ ove si manifestano i maggiori freni alla crescita come nella regolazione rigida del lavoro, nella complessita’ dell’ordinamento tributario, nella lentezza e imponderabilita’ del sistema giudiziario. Se i titoli e gli obiettivi sono scritti, rimangono tutt’altro che scontati i contenuti”.

“La riforma del lavoro puo’ ancora risolversi in un piccolo passo avanti e due passi indietro. Non possiamo rimanere l’unico Paese europeo in cui un rapporto di lavoro e’ potenzialmente per sempre finche’ morte o pensione non separino. Analogamente – scrive ancora Sacconi – la riforma fiscale puo’ risolversi in maggiori certezze per il contribuente, ponendo le premesse per una riduzione del prelievo, o produrre ulteriori incertezze e nuove ragioni di tassazione”. 

“Ultimo ma non ultimo, tra i nodi prioritari – conclude – quello della giustizia che determina inibizione ad intraprendere ed investire. Siamo insomma, ancora una volta, ad un bivio tra riforme vere e occasioni mancate in un tempo che non perdona gli errori o le timidezze della politica".