Governo, Veltroni: “La luna di miele si interromperà presto”
28 Maggio 2008
di Redazione
La luna di miele del governo Berlusconi si interromperà molto presto. Parola del segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, che, in una intervista a tutto campo al Corriere della Sera, difende da un lato l’opposizione che il suo partito sta facendo in Parlamento e dall’altro il dialogo sulle riforme da fare insieme alla maggioranza.
La luna di miele si interromperà molto presto – afferma il leader dei Democratici – anche prima di quanto pensiamo. La destra ha vinto le elezioni sulla linea della paura: paura degli immigrati, dei rom, dell’impoverimento. E la paura rende più facile vincere, ma molto più difficile governare. Ora siamo alla fase dei fuochi d’artificio. Quando il fumo dei fuochi si sarà diradato, quando vedremo che i fatti di violenza proseguono, i campi rom ci sono ancora, l’impoverimento continua, allora ci sarà un effetto boomerang".
Veltroni ribadisce che l’opposizione dura alla norma salva-Rete4 alla Camera non interrompe il dialogo sulle regole da scrivere insieme alla maggioranza: "Ci si può opporre con fermezza su Rete4 e denunciare la scomparsa della cordata Alitalia, senza che per questo il dialogo sulle riforme debba interrompersi. Così come è finito il clima di scannatoio durato quindici anni. Io ho cominciato a usare toni nuovi già in campagna elettorale; il leader dello schieramento a noi avverso l’ha fatto soltanto dopo la vittoria". Il segretario del Pd esorta: "ripartiamo dal pacchetto Violante. Riformiamo la legge elettorale per le Europee, ma senza tagliare fuori le altre forze: non voterò mai uno sbarramento che superi il 3%. Attendo segni che corrispondano alle parole. Altrimenti, sarò il primo a riconoscere che è stato inutile" sedersi al tavolo con Silvio Berlusconi.
Quanto alle alleanze future Veltroni nega di puntare a stringere intese solo con una parte della Sinistra Arcobaleno: "Non si tratta di dividerli. Certo l’Unione non tornerà. Mentre è possibile costruire un nuovo centrosinistra, avendo un interlocutore su posizioni più radicali delle nostre, ma senza prendere più nulla a scatola chiusa. Non contano i buoni sentimenti. Contano i programmi condivisi". E quanto al Prc osserva: "Non interferisco con quanto accade in un altro partito, con la loro discussione. Mi limito ad augurarmi che sia una discussione vera. Finora ho visto una reazione autoassolutoria. Come se la loro sconfitta fosse colpa mia, e non di chi ha messo fine al centrosinistra; ostacolando le cose migliori del governo Prodi, dalla riforma del welfare alle missioni all’estero".
Infine, una battuta su Massimo D’Alema: "Ognuno dice la sua opinione, ed è legittimo che lo faccia. D’Alema ha detto di voler fondare una fondazione culturale, non un partito nel partito. Sono portato a prendere sul serio le parole delle persone serie. Il lavoro della fondazione culturale di D’Alema sarà molto utile al Pd". E dell’opinione di D’Alema sulla tentazione della Chiesa per il potere e il patto con la destra, l’ex sindaco di Roma si limita ad affermare: "Non c’è nessun patto. L’Italia è un Paese particolare; ma l’influenza della Chiesa non mi spaventa certo. La Chiesa ha diritto di esprimere la sua opinione; non possiamo applaudirla se difende gli immigrati, e zittirla se critica la fecondazione assistita. Sta a noi difendere la laicità della politica".
fonte: APCOM
