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Stelle cadenti

Grillo si affida a Conte: i 5 Stelle si trasformano nel partito dei moderati… Come Forza Italia

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“Giuseppe Conte ha raccolto l’invito a elaborare nei prossimi giorni un progetto rifondativo con il Movimento 5 Stelle. Una sfida cruciale per il Movimento, una ristrutturazione integrale per trasformarlo in una forza politica sempre più aperta alla società civile, capace di diventare punto centrale di riferimento nell’attuale quadro politico e di avere un ruolo determinante da qui al 2050”. Questo pomposo post sulla pagina Facebook ufficiale del Movimento sintetizza l’incontro di ieri all’Hotel Forum di Roma tra Beppe Grillo, Conte e i vertici del Movimento, Roberto Fico, Luigi Di Maio, Vito Crimi, Paola Taverna, Alfonso Bonafede, Stefano Patuanelli. Assente, oltre all’ormai ex grillino Di Battista, anche Davide Casaleggio. Un’assenza quella del figlio del cofondatore del Movimento che rappresenta plasticamente come il passaggio verso una guida targata Conte sia in realtà non tanto una rifondazione del Movimento, quanto la sua definitiva fine per creare sulle sue ceneri qualcosa di nuovo. E di completamente diverso.
Quello dell’ex avvocato del Popolo non sarà infatti più il Movimento che conosciamo, sia che mantenga lo stesso nome ma con uno Statuto rivoluzionato, sia che si opti a un cambio di simbolo, preferendo al restyling la tabula rasa.
Grillo ieri in un lungo post ha parlato di transizione ecologica, ma l’unica transizione che si scorge in controluce è quella necessaria a convincere i vecchi iscritti del Movimento, ribelli e giacobini, ad accettare il nuovo corso moderato, liberale e anche un po’ democristiano, rappresentato da Giuseppe Conte. Un new deal che trasformerà il partito del Vaffaday in un contenitore per i moderati, insomma per un tragico scherzo del destino in qualcosa molto vicino a quello che fu la tanto odiata Forza Italia del primo Berlusconi. Almeno nelle intenzioni.
Certo, il sedicente “Elevato” promette ancora che il Movimento andrà lontano, che “tutte le cose che non verranno pubblicate sono vere” (a dimostrazione della sua incancellabile repulsione per i giornalisti, unico vero elemento di continuità col passato), ma sia nei sondaggi, sia nelle divisioni interne si scorge tutta l’irreversibile crisi di quello che in Parlamento è ancora il primo partito italiano.
Ora bisognerà attendere qualche giorno per sapere se il sì con riserve di Conte si trasformerà in una accettazione completa dell’incarico. Tutto dipenderà da quanto gli input della cosiddetta ‘Base’ verranno frenati da Grillo. Ovvio che gli irriducibili grillini non vedano di buon occhio un uomo solo al comando, per di più moderato, e che chiedano che Conte venga affiancato da una squadra. E la squadra per questo quasi certamente si farà. La scelta finale di Conte dipenderà da quanto sarà reale il potere di interdizione e di veto di questa nuova segreteria. Se coloro che lo affiancheranno saranno solo maschere utili a mantenere una parvenza di collegialità, Conte dirà di sì, se invece il cerchio magico avrà un ruolo determinante, difficilmente l’ex premier, sentendosi le mani legate, acconsentirà a far parte del progetto.
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