Guantanamo. Primo processo in Usa, il Senato: stop ai fondi per la chiusura
21 Maggio 2009
di Redazione
Un primo detenuto di Guantanamo verrà processato negli Stati Uniti davanti ad un tribunale civile. Lo ha riferito una fonte dell’amministrazione del presidente Barack Obama, secondo quanto scrive oggi il Washington Post. Si tratta di Ahmed Khalfan Ghailani, accusato degli attentati del 1998 contro le ambasciate americane in Tanzania e Kenya, nei quali morirono 224 persone fra cui 12 americani.
Ghailani, cittadino della Tanzania e presunto esponente di al Qaeda, è stato catturato in Pakistan nel 2004 e sarà processato a New York. La notizia giunge mentre si attende oggi un discorso di Obama sul tema di Guantanamo, il centro di detenzione in una base militare americana a Cuba dove sono rinchiusi presunti terroristi stranieri.
Il capo della Casa Bianca vuole chiudere Guantanamo entro il 2010, ma il Senato ha votato ieri contro lo stanziamento di fondi per la chiusura fra timori legati alla possibile detenzione dei presunti terroristi sul suolo americano.
Proprio oggi un rapporto ancora non diffuso del Pentagono e apparso oggi sul New York Times spiega che circa 1 su 7 dei 534 prigionieri già rilasciati dal carcere statunitense di Guantanamo Bay e trasferiti all’estero, è tornato alle attività di terrorismo o a una forma di attività estremista militante.
Ieri, inoltre, il Senato ha bocciato i finanziamenti necessari per la chiusura del carcere di Guantanamo promessa dal presidente Barack Obama. Come avevano preannunciato ieri, i senatori negli Usa hanno mandato un forte messaggio di malcontento bipartisan verso la Casa Bianca, approvando per 90-6 un emendamento che respinge la richiesta del presidente Barack Obama di stanziare 80 milioni di dollari per il trasferimento dei detenuti di Guantanamo. Il Senato vuole dall’amministrazione Obama un piano preciso su cosa accadrà ai detenuti. Obama dovrebbe dare indicazioni in questo senso in un discorso sulla sicurezza nazionale che terrà domani ai National Archives, l’edificio di Washington che ospita tra l’altro la Dichiarazione d’indipendenza e le copie originali della Costituzione.
