Guantanamo. Usa avrebbero cercato il silenzio di un ex detenuto
23 Marzo 2009
di Redazione
Una serie di documenti resi pubblici oggi dall’Alta Corte di Londra indicherebbero che gli Stati Uniti hanno cercato di imporre il silenzio a Binyam Mohammed, un etiope di 30 anni, ex detenuto nella base militare di Guantanamo, a Cuba.
Mohammed è stato accusato di voler far scoppiare una bomba sporca negli USA, ed era già stato arrestato in Pakistan nel 2002 e consegnato agli americani.
L’uomo, un tempo residente in Gran Bretagna e ora in attesa di sapere se potrà restare nel Regno Unito, è stato rilasciato il 23 febbraio scorso dopo avere rifiutato qualsiasi accordo con le autorità statunitensi. In base ai documenti resi noti dall’Alta corte, quando era ancora a Guantanamo, a Mohammed fu offerta la libertà in cambio del suo silenzio sulle torture subite e di una ammissione di colpevolezza.
L’uomo ha denunciato di avere subito abusi di ogni genere non solo a Guantanamo ma anche in una base americana in Afghanistan dove era rimasto rinchiuso subito dopo la sua cattura.
Clive Stafford Smith, uno dei suoi legali, ha detto oggi che le pressioni di cui è stato oggetto da parte delle autorità Usa "non fanno che dimostrare che l’Amministrazione Bush in questa vicenda aveva molto da nascondere".
