Guidonia. Confessione shock: “Stavamo per stuprarne un’altra”

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Guidonia. Confessione shock: “Stavamo per stuprarne un’altra”

29 Gennaio 2009

Una confessione scioccante, da far rabbrividire chiunque. Mirel Huma, 20 anni, il più giovane dei quattro violentatori romeni di Guidonia, ha raccontato ogni dettaglio di quanto è accaduto la notte tra il 23 e il 24 gennaio, in via della Selciatella.

"Mezz’ora prima dello stupro in via della Selciatella, era arrivata in macchina un’altra coppietta. Noi, sempre con una pinza e un’ascia, abbiamo rotto un finestrino, li abbiamo fatti scendere, li abbiamo prima rapinati dei portafogli e dei telefonini, poi abbiamo deciso di violentare la ragazza. Il fidanzato, però, era troppo alto e robusto e non c’entrava nel bagagliaio della piccola utilitaria, così abbiamo pensato che sarebbe stato complicato abusare della giovane e intanto tenere lui a bada".

E poi prosegue: "Così alla fine abbiamo lasciato perdere, quelli se ne sono andati e noi siamo rimasti nascosti tra le siepi, perché sapevamo che in quella zona sarebbero arrivate presto altre prede. Infatti, è arrivata l’Opel Corsa e alla guida c’era proprio la ragazza che abbiamo violentato…".

Nella sua voce non c’è un filo di pentimento. Non una lacrima, mai una parola per la persona che hanno rovinato per sempre. Per le autorità è stato un racconto lucido e monocorde. "Abbiamo atteso che spegnessero le luci e si sistemassero sul sedile posteriore: abbiamo rotto un finestrino e fatto scendere lui, lo abbiamo chiuso nel bagagliaio e ci siamo spostati con l’auto 200 metri più avanti, in una discarica dove sapevamo che non sarebbe mai venuto nessuno. Un posto isolato. La ragazza era sul sedile posteriore". A turno poi ha continuato "uno per volta, ognuno di noi è entrato e l’ha violentata. Io all’inizio ho esitato ma poi ho fatto come gli altri. Anzi, uno l’ha violentata due volte. Quindi le abbiamo strappato la catenina e siamo andati via a piedi con i loro telefonini e le scarpe di lui. Per giorni siamo rimasti nascosti in una casa di Castel Madama, aspettando che il romeno padrone della Bmw ci venisse a prendere per portarci via".

Se non fosse per il lavoro dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, diretto dal maggiore Lorenzo Sabatino, forse l’avrebbero avuta vinta. Sono stati impiegati ben 250 uomini che, rimasti appostati in tutti i caselli autostradali e nelle stazioni di servizio, in attesa che arrivasse la Bmw con targa romena che aveva a bordo i fuggiaschi.

I quattro stupratori (Mirel Huma, Marcel Cristinel Coada, i fratelli Lucian e Ciprian Trinca, tutti tra i 20 e i 23 anni) e i due fiancheggiatori (Mugurel Goia, 22 anni e Ionut Anton Barbu, 30) sono finiti in carcere e tra oggi e domani il gip di Tivoli si pronuncerà sulla richiesta di convalida dei fermi. Oltre a Mirel, anche un altro della banda ha confessato ieri.

Nel frattempo, il mondo politico si schiera contro gli autori della violenza. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha annunciato che il governo intende concedere il patrocinio gratuito per le vittime delle violenze sessuali: "Troveremo le risorse necessarie con i risparmi che deriveranno dall’eliminazione del patrocinio gratuito per i boss di mafia condannati". Dal canto suo, dopo aver pubblicamente dichiarato che i criminali "devono scontare la pena nel loro Paese", Frattini ha confermato di aver parlato con il ministro degli Esteri romeno per risolvere il problema.