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Haiti. Bertolaso replica alla Clinton: “Non critico gli Usa, ma manca coordinamento”

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"Il mio non era un attacco agli Stati Uniti ma una critica alla mancanza di coordinamento delle organizzazioni internazionali che sta lasciando migliaia di haitiani abbandonati a se stessi''. Così Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile italiana, ha voluto mettere una pietra sopra e chiarire definitivamente il fraintendimento con gli Usa. 

Il segretario di Stato, Hillary Clinton, aveva risposto stizzita a chi le domandava un'opinione sulle critiche di Bertolaso rilasciate durante un'intervista a al programma "In Mezz'ora" di Raitre sulla situazione ad Haiti. In quell'occasione Bertolaso qualificò di "patetico" l'intervento umanitario e fece emergere la mancanza di coordinamento. La Clinton, durante una conferenza stampa al termine del bilaterale col ministro Frattini, ha considerato la vicenda "una polemica come quelle che si fanno il lunedì mattina sulle partite del giorno prima". Poi, sempre in polemica indiretta con il capo della Protezione civile, ha ricordato che "ovviamente la logistica di Haiti è diversa da quella de L'Aquila".

"Non ho attaccato gli Usa, che stanno mettendo in campo uno sforzo importante" tiene a sottolineare il respondabile della Protezione Civile italiana. "Se uno arriva con oltre 15 mila uomini e poi non sa dove andare o cosa fare perché non c'è nessuno che glielo dice - aggiunge Bertolaso, tornato ieri da una visita di alcuni giorni nell'isola caraibica sconvolta dal terremoto del 12 gennaio - è chiaro che poi si creano i problemi che tutti abbiamo visto".

"Respingo chi sostiene che le mie parole fossero un attacco agli americani - dice Bertolaso da L'Aquila, dove è tornato ad occuparsi del sisma che il 6 aprile ha devastato il capoluogo abruzzese, dopo la visita di tre giorni ad Haiti - gli americani stanno facendo uno sforzo molto importante, così come gli altri Paesi della comunità internazionale e l'Italia. Ma gli Usa condividono con noi le difficoltà dell'organizzazione della macchina dei soccorsi", ha aggiunto Bertolaso.

Una mancanza di coordinamento che paga l'assenza, sottolinea il capo della Protezione civile, "di una persona con pieni poteri in grado di indirizzare tutti gli interventi". Bertolaso tiene poi a precisare di non avere "mai paragonato L'Aquila ad Haiti: se lo avessi fatto sarei stato uno sciocco. E invece ho solo detto che il modello utilizzato dall'Italia a L'Aquila è quello che dovrebbe essere utilizzato in un contesto emergenziale".

Se c'è un destinatario delle critiche, insomma, non sono certo gli Stati Uniti ma le organizzazioni internazionali, Onu in testa. Rispedite al mittente anche le critiche per le parole rivolte nei confronti dell'ex presidente americano Bill Clinton: "La mia battuta su di lui - spiega - era positiva. Speravo veramente che con il suo carisma riuscisse a mettere un po' d'ordine. Se si fosse fatto carico del ruolo di coordinamento, con le Nazioni Unite, sarebbe stato un ottimo segnale per gli haitiani". E invece, ancora oggi, ripete il capo della Protezione civile, "non c'è nessuno che comanda e dopo aver girato per tre giorni in città e nei sobborghi, ho constatato che migliaia di persone sono abbandonate a se stesse".

Scende in campo in difesa di Bertolaso anche il leader dell'Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli, che chiede di fare uso "positivo" delle parole del capo della Protezione Civile. "L'Italia ha una Protezione Civile che è un esempio di efficienza in tutto il mondo - sottolinea Rutelli - mi auguro che le sue osservazioni vengano raccolte e utilizzate in chiave positiva. Bertolaso ha certamente parlato più da tecnico che da diplomatico", ha concluso l'ex leader de La Margherita.

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