Haiti. La Farnesina ha rintracciato 160 italiani, 36 mancano all’appello

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Haiti. La Farnesina ha rintracciato 160 italiani, 36 mancano all’appello

15 Gennaio 2010

Salgono a 160 gli italiani rintracciati dalla Farnesina nell’isola di Haiti. A questo punto, secondo quanto si apprende, sono 36 gli italiani che mancano all’appello.

A riferirlo sono state fonti della Farnesina, che hanno annunciato per domani la partenza per Port-au-Prince di una seconda missione dell’Unità di crisi della Farnesina con due funzionari, con il compito di prestare assistenza ai nostri connazionali che si trovano sull’isola devastata dal sisma di tre giorni fa.

La furia devastatrice del terremoto che ha colpito Haiti ha distrutto circa il 20% degli edifici di Port-au-Prince. È la valutazione del servizio regionale per il trattamento delle immagini e la teledetezione (Sertit) di Strasburgo, in Francia, che ha effettuato un’analisi satellitare di Haiti. "Siamo intorno al 20% di edifici distrutti, ma è un dato che va preso con prudenza perchè ci sono degli edifici interamente distrutti e altri che sono crollati solo parzialmente. Inoltre, non siamo in grado di dire con precisione quali sono i limiti amministrativi della città di Port-au-Prince", ha detto Kader Fellah, ingegnere del Sertit.

Il servizio di cartografia rapida del Sertit lavora dal 1999 su grandi catastrofi naturali come inondazioni, terremoti, incendi e uragani. Scopo dell’organismo è creare rapidamente delle mappe che poi vengono messe a disposizione della protezione civile e della Nazioni Unite. "Stiamo ricevendo attualmente nuove informazioni, immagini più dettagliate, che ci stanno inviando via satellite, con le quali affineremo i nostri dati", ha aggiunto Fellah. Secondo le ultime stime Onu, 10% delle abitazioni di Port-au-Prince sono andate distrutte dal sisma. Per l’agenzia di strategia internazionale per la prevenzione delle catastrofi naturali, il terremoto ha colpito il 30% degli edifici della capitale haitiana. Le mappe del Sertit sono consultabili all’indirizzo internet http://sertit.u-strasbg.fr.

"Migliaia di persone hanno passato la terza notte all’aperto e la possibilità di trovare superstiti tra le macerie diminuisce di ora in ora". È questo l’allarme lanciato dal quartier generale della Croce Rossa internazionale di Ginevra che ricorda che solitamente è tra le 48 e le 72 ore il limite massimo per trovare superstiti tra le macerie di un terremoto. A Port-au-Prince il 70% degli edifici è andato distrutto, si rende noto ancora dalla Croce Rossa sottolineando che continuano a susseguirsi scosse di assestamento. I pochi ospedali rimasti in piedi ed ancora funzionanti "sono arrivati al limite, senza personale medico ed infermieri a sufficienza". In giornata è atteso l’arrivo di un aereo cargo della Croce Rossa con 40 tonnellate di materiale medico.