Haiti. Si scava ancora sotto le macerie, varie persone salvate dai soccorsi

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Haiti. Si scava ancora sotto le macerie, varie persone salvate dai soccorsi

17 Gennaio 2010

Si scava a Port-au-Prince, ed in altre città di Haiti devastate dal terremoto: decine di dispersi sono riusciti a segnalare la propria presenza sotto i palazzi sbriciolati dal sisma, spesso con un sms, dando nuovo vigore alle operazioni di soccorso.

Al Caribbean Market, dove stava lavorando anche l’irpino Antonio Sperduto, l’intervento più miracoloso: 3 persone sono state estratte vive dalle macerie dell’edificio di cinque piani, una bambina di sette anni ed un uomo, entrambi haitiani, ed una donna americana residente ad Haiti. La piccola, Ariel, ha detto ai soccorritori di essere rimasta incastrata tra i cadaveri e il cibo caduto dagli scaffali: è proprio questo che l’ha salvata.

Incubo finito anche per la proprietaria del Montana, Nadine Cardoso, 62 anni, estratta viva stamani: ha detto di aver sentito delle voci tra i detriti dell’albergo. Miracolo anche per Mia, una bimba di due anni rimasta intrappolata nel crollo di un asilo per 72 ore e salvata da un gruppo di vigili del fuoco britannici, che hanno dovuto scavare un piccolo tunnel a mani nude per raggiungerla. La bimba, circondata dai corpi senza vita dei suoi compagni d’asilo, era talmente scioccata che si rifiutava persino di bere. Al Caribbean Market sono al lavoro squadre di soccorso statunitensi e turche.

Il team South Florida Urban Research and Rescue che opera sul posto e i volontari turchi del Gea erano sul punto di abbandonare ieri le ricerche: poi però è arrivata la notizia che una persona, un cassiere del market, era riuscito a contattare la famiglia a Miami da sotto le macerie e hanno ripreso a scavare. Non è l’unico sms arrivato dal supermercato: il dominicano Adolpho Prato, 28 anni, è riuscito a contattare un amico, come conferma ai cronisti una parente, Dominique: "Era andato a fare compere. Manda messaggi da venerdì".

Twitter rilancia la notizia che Adolpho è riuscito a dare segni di vita anche oggi. Il Caribbean è uno dei più grandi supermarket di Port-au-Prince: il terremoto ha letteralmente disintegrato l’edificio di cinque piani. Al momento del sisma, secondo il direttore del supermarket, all’interno si trovavano tra le 70 e le 100 persone. Fino ad oggi, le squadre internazionali impegnate ad Haiti hanno estratto oltre 70 persone dalle macerie, ha annunciato la portavoce dell’Onu Elizabeth Byrs. Nell’area di Port-au-Prince sono in azione almeno 43 squadre giunte da tutto il mondo, per un totale di quasi duemila persone, che usano 161 cani specializzati in questo tipo di operazioni e sofisticate apparecchiature elettroniche in grado di rilevare persone sepolte sotto i detriti.

"Pensiamo che vi siano ancora persone vive sotto le macerie e la speranza di salvare altre vite umane continua", ha detto la portavoce. E si continua a scavare all’Hotel Christopher, sede della missione Onu nel Paese: si sentono ancora voci e rumori, ha detto oggi alla stampa filippina un portavoce dell’esercito di Manila. Sotto le macerie ci sono almeno tre soldati filippini del contingente Onu. "Le voci e i rumori si stanno affievolendo, segno che le persone intrappolate nell’edificio si stanno indebolendo", ha detto il colonnello Romeo Brawner, precisando che ieri sono stati estratti tre cadaveri, "due identificati come membri dello staff Onu".

Sotto le macerie dell’Hotel potrebbero trovarsi anche gli italiani Guido Galli e Cecilia Corneo, dati per dispersi dallo staff Onu. "Ci sono ancora speranze di trovarlo vivo. Noi continuiamo a sperare, e preghiamo", ha detto oggi Francesca, la sorella del funzionario Onu.