Hamas mette online la voce di Shalit
25 Giugno 2007
di Redazione
Il soldato israeliano Gilad Shalit, rapito dai militanti dell’Esercito dell’Islam (gli stessi responsabili per il rapimento di Johnston) lo scorso anno, ha potuto lanciare un appello ai suoi familiari e alle autorità israeliane per mezzo di un comunicato audio postato su internet quest’oggi.
“Sono stato in prigione per un anno e la mia salute va deteriorandosi. Ho bisogno di lunghe cure mediche- è la voce di Shalit che continua dicendo- Rimpiango la mancanza di interesse da parte del governo israeliano e dell’esercito riguardo al mio caso e rimpiango anche il loro fallimento nel accontentare le richieste [di Hamas].
Il gruppo terrorista che ha di recente preso il controllo della Striscia di Gaza chiede in cambio della liberazione del soldato israeliano il rilascio di un migliaio di detenuti palestinesi che si troverebbero nelle carceri di Tel-Aviv.
“Il soldato Shalit non sarà mai rilasciato se prima non vedremo i nostri prigionieri liberi e tra noi”, ha affermato il portavoce dei Comitati di Resistenza Popolare, Abu Mujahed parlando da una manifestazione di parenti dei palestinesi prigionieri in Israele.
Ma il soldato Shalit, che nel frattempo ha compiuto vent’anni ed è stato promosso al grado di sergente, ha fatto sapere che il carcere è diventato insopportabile per lui: “Così come io ho dei genitori, una madre e un padre, si può dire lo stesso di migliaia di detenuti palestinesi che hanno padri e madri e a loro devono ritornare”.
Il funzionario di Hamas al-Muzaini ha intanto fatto sapere che il suo partito è disponibile al dialogo e molto flessibile per quanto riguarda le trattative ma che l’esercito israeliano non sembra esserlo altrettanto. “Ora la palla passa alla corte Israeliana”, ha aggiunto il portavoce del Partito di Dio.
