Hillary ancora KO, si profila duello Obama-McCain

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Hillary ancora KO, si profila duello Obama-McCain

20 Febbraio 2008

Vittoria in parte annunciata ma non per questo meno significativa. Barack Obama conquista il Wisconsin (nono Stato di fila) e aspetta fiducioso il risultato, nelle prossime ore, dei caucases nelle Hawaii (20 delegati in palio), dove il senatore è nato e dove ancora vive parte della sua famiglia. Dunque, ennesima sconfitta per Hillary Clinton, che nei giorni scorsi – provando a risalire la china – aveva raddoppiato le critiche nei confronti del suo rivale.

La senatrice di New York ha ripetuto che, mentre Obama è bravo nel business delle promesse, lei è leader nel business delle soluzioni. Ma Hillary è andata oltre accusando Obama di essere troppo legato ad alcune lobby. Un autogol. Obama, infatti, ha avuto gioco facile nel rispondere che è la ex First Lady il vero referente dell’establishment economico-finanziario. Il portavoce di Obama, Bill Burton, ha rincarato: “Non abbiamo bisogno di lezioni sugli interessi particolari da un candidato che ha preso più soldi dai lobbysti di Washington di qualsiasi altro candidato repubblicano alla presidenza”.

Parlando nella notte in Texas, di fronte a 20 mila sostenitori, Obama ha ringraziato gli elettori del Wisconsin (74 delegati in palio), che nonostante le temperature polari sono andati a votarlo con entusiasmo. Obama sembra davvero aver ingranato la marcia giusta. Lo dimostra anche il successo che il senatore afro-americano ha ottenuto in quei segmenti elettorali che, all’inizio delle primarie, erano solidamente pro-Hillary. Un exit poll della FOX News ha rilevato che, nel Wisconsin, Obama ha perso di solo tre punti percentuali guardando al voto delle donne, mentre ha dominato nell’elettorato maschile (66 a 32 per cento). Obama ha vinto anche tra gli over 60 (prima erano ad appannaggio di Hillary) ed ha confermato il suo straordinario appeal tra i giovani (59 a 39). Un altro dato fa sorridere il senatore dell’Illinois: Obama vince pure dove gli afro-americani sono un’esigua minoranza, in Wisconsin solo il 6 per cento. Il giovane senatore si conferma, infine, il candidato del cambiamento. Tra i “change voters”, Obama vince in modo schiacciante, 75 a 23 su Hillary.

Ora la sfida tra i Democratici si sposta in Ohio e Texas, i due grandi Stati al voto il 4 marzo. Per Hillary rischia di essere l’ultima spiaggia. La senatrice di New York conta sul voto degli ispano-americani in Texas e dei “blue-collars”, la classe operaia, in Ohio. Tuttavia, potrebbe ricevere brutte sorprese. Obama non è più guardato con sospetto dai Latinos come nelle prime fasi della campagna elettorale. Nei giorni scorsi, poi, il senatore dell’Illinois ha ricevuto gli endorsement di due grandi sindacati (Service Employees International Union e United Food and Commercial Workers) che potrebbero rivelarsi decisivi nella battaglia per la conquista dell’Ohio.

Sul fronte repubblicano, McCain mette a segno una doppia vittoria nel Wisconsin e nello Stato di Washington. Il numero magico dei 1191 delegati è sempre più vicino per il senatore dell’Arizona, ma Mike Huckabee conferma che non lascerà la corsa alla Casa Bianca fino a quando non sarà la matematica a dirlo. Un exit poll della FOX News mostra che McCain deve ancora lavorare per conquistare i “very conservative”. Nel Wisconsin, gli hanno ancora preferito Huckabee. Tuttavia, il margine si è assottigliato (9 punti di distacco). Pare dunque aver sortito qualche effetto l’endorsement dei giorni scorsi di Mitt Romney e Bush senior. Nel suo “victory speech”, McCain si è rivolto direttamente a Barack Obama. “In questa campagna elettorale”, ha detto parlando a Columbus, Ohio, “mi batterò ogni giorno affinché gli americani non siano ingannati da un appello al cambiamento attraente, ma inconsistente”. (20 gennaio – 9.45)