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I blogger di Cuba costretti a fingersi turisti

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Cuba è stata definita da Reporters sans Frontières «uno dei 13 Paesi nemici di Internet» (insieme a Cina, Arabia Saudita, Iran e Siria), ma nonostante tutte le restrizioni i blogger cubani ci sono e si fanno sentire. Come? Si fingono turisti stranieri e navigano sfruttando le connessioni degli hotel, dove il web non è controllato e pagano sei dollari all’ora (metà dello stipendio medio di un cubano).
Questo è quello che racconta Yoani Sànchez, curatrice www.desdecuba.com, che per aggirare la stretta sorveglianza del regime castrista che ha messo al bando le connessioni Internet private e costretto i cubani a recarsi negli Internet point pubblici situati negli uffici postali, dove le attività online possono essere monitorate più facilmente, si traveste da turista, improvvisa un accento tedesco e si infila nella hall degli sfarzosi alberghi della capitale. Ma quello che più colpisce è che quello di desdecuba non è un fenomeno isolato, havanascity.blogspot.com è la testimonianza di altro blogger indipendente che manifesta apertamente l’insofferenza della popolazione cubana nei confronti di Castro.

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