I dalemiani sono già preoccupati del Pd da “volemose bene” di Bersani
13 Novembre 2009
di Gibus
Giunti al traguardo della conquista del Pd e della sua trasformazione in un rinnovato partito di sinistra, D’Alema e Bersani corrono già su binari separati. Mentre il Timoniere allunga il passo in Europa con il dichiarato sostegno del Premier, il Segretario si trova insabbiato nella palude romana.
Musi lunghi, soprattutto nelle stanze del Gruppo a via Uffici del Vicario, in vista della riunione del 17 novembre che dovrebbe sancire la pax bersaniana. L’elezione di Franceschini a capogruppo non entusiasma. Una parte dei popolari è in subbuglio, ma a essere scontenti sono in particolare i dalemiani, preoccupati che il clima da “volemose bene” comporti una rotazione di incarichi che finirà col penalizzare loro e lasciare strascichi proprio tra gli ex Ds.
Nelle voci e supposizioni che si rincorrono in queste ore, il nome di Roberto Giachetti, già uomo di Rutelli e segretario d’aula a Montecitorio, è tra quelli dati in caduta libera. Pagherà non tanto l’amicizia con il fuggiasco, quanto il fatto di non aver saputo gestire le presenze alle votazioni sullo scudo fiscale. Quanto ai vice, se Marina Sereni (in quota Franceschini) è data in uscita, Michele Ventura o Andrea Orlando (entrambi in quota Bersani) e Rosaria Calipari (Marino) sono i nomi della pax che dovrebbe sancire la normalizzazione voluta dal Segretario.
