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La Pandemia

I proclami di Don Vincenzo De Luca: quando reprimere è più facile che prevenire

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Alla fine questa pandemia avrà generato tante nuove collezioni. Tra quelle “cartacee”, vanno già per la maggiore quella dei dpcm del Presidente Conte e quella delle autocertificazioni. Passando a un genere più “materiale”, certamente ci sarà presto chi inviterà una ragazza a salir su per ammirare la sua collezione di mascherine (come per i francobolli, di due tipi: nuove e usate). Tra le collezioni video, senz’altro la più gettonata sarà quella “dei proclami del Presidente Vincenzo De Luca”. Tra qualche anno soppianterà le Commedie di Edoardo e, a puntate, la troveremo allegata a un giornale nazionale a larga tiratura.

Gli esperti nel genere, divideranno i proclami in due grandi categorie: “reprimere” e “prevenire”. Nella prima categoria saranno raccolti gli interventi atti a reprimere, con mazzate, lanciafiamme e malocchi, la diffusione del virus. Efficacissimi. Qui De Luca dà il meglio di sé: tira fuori la sua anima autoritaria che ben conoscono gli abitanti di Salerno. E quell’anima ha funzionato. Non era facile gestire la pandemia nei luoghi con maggiore densità di popolazione d’Europa e fare i conti con un sistema sanitario che certamente, per efficacia, non può essere paragonato con quello di altre zone d’Italia. Bisogna ammetterlo: Don Vincenzo se l’è cavata egregiamente.

Ora però viene il bello. Dopo aver represso il contagio sanitario, è necessario prevenire la catastrofe economica che potrebbe derivare da tanta prolungata inattività. E qui, alla prima, De Luca ha steccato. Il suo proclama d’esordio, infatti, aveva ad oggetto gli aiuti alle imprese e, in particolare, un bonus di 2.000 euro promesso a tutte le aziende fino a 2 milioni di fatturato. Gli applausi, dalla prima fila fino al loggione, si erano sprecati. Poi è arrivata la pubblicazione del bando sul sito della regione Campania e si è scoperto che il limite del fatturato è stato ridotto a 100.000 euro. Questo significa che la stragrande maggioranza di quelli che si aspettavano il bonus riceveranno, in cambio, il resto di niente. Non sarebbero stati certo quei duemila euro a risolvere gli enormi problemi che si ritroveranno a gestire per la prolungata ed ermetica chiusura delle loro attività ma, comunque, quella cifra rappresentava il simbolo della vicinanza di una Istituzione – la Regione Campania – alle difficoltà dell’impresa. Ora da questa vicenda si potrà trarre un altro insegnamento: essa diverrà il simbolo della nuova serie di proclami del Presidente dei quali fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Meglio, molto meglio aspettare i provvedimenti ufficiali prima di consumare il palmo delle mani in applausi. Anche perché le mani serviranno presto a tanti campani per rimboccarsi le maniche e darsi da fare senza attendere che la montagna partorisca il topolino. .

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